Salvini e lo stallo sui fondi di Mosca congelati: «L’Ue scherza col fuoco». Kiev: «Un milione di famiglie senza luce dopo i raid russi» – La diretta

Con qualche giorno di ritardo, gli inviati di Donald Trump si preparano a incontrare Volodymyr Zelensky e i capi di Stato e di governo europei. L’argomento di discussione sarà ancora il tavolo di pace, con la prospettiva di cessate il fuoco che non sembra avvicinarsi. Mosca nel frattempo continua a bersagliare l’Ucraina mentre l’Ue prende contromisure sulla gestione degli asset congelati da tre anni.
Foto copertina: EPA/Olivier Hoslet | Una protesta pro-Ucraina a Bruxelles durante la votazione all’Ecofin sul congelamento degli asset russi
Salvini: «Sugli asset russi l'Ue scherza col fuoco»
«Personalmente lo ritengo un azzardo e un’imprudenza e bene ha fatto il governo italiano a mettere i puntini sulle i, perché appunto siamo in un libero mercato, non siamo in guerra contro la Russia». Così il vicepremier Matteo Salvini ha commentato, a margine di un evento a Milano, il via libera dell’Europa al congelamento indeterminato degli asset russi. «Confiscare beni, soldi e negozi ha come controindicazione che i russi faranno altrettanto. Io ricordo che noi abbiamo 314 aziende italiane in Russia che fanno fatturato e che danno lavoro. Quindi – ha aggiunto il leader della Lega – mi sembra che a Bruxelles qualcuno stia scherzando col fuoco».
«Gli Usa pronti a garanzia su art.5 Nato con voto del Congresso»
I negoziati sulle garanzie di sicurezza che l’Ucraina riceverebbe dagli Usa e dall’Europa hanno compiuto progressi significativi. Lo scrive la testata americana Axios. Secondo un alto funzionario statunitense, l’amministrazione Trump è disposta a fornire all’Ucraina una garanzia basata sull’articolo 5 della Nato, che sarebbe approvata dal Congresso e sarebbe giuridicamente vincolante. «Vogliamo dare agli ucraini una garanzia di sicurezza che non sia un assegno in bianco da un lato, ma che sia sufficientemente solida dall’altro. Siamo disposti a sottoporla al voto del Congresso», ha affermato il funzionario statunitense ad Axios.
Kiev: «Un milione di famiglia senza luce dopo raid russi»
Più di un milione di famiglie sono rimaste senza elettricità dopo che una serie di attacchi russi notturni ha colpito le infrastrutture energetiche e industriali. Lo affermano le autorità ucraine, riprese dalla Bbc. Il ministro degli Interni ucraino, Ihor Klymenko, ha dichiarato che sono state colpite cinque regioni e che almeno cinque persone sono rimaste ferite. Sono in corso i lavori per spegnere gli incendi e ripristinare l’energia
L'Estonia inizia a costruire i primi bunker
L’Estonia ha iniziato a costruire i primi bunker in cemento sul confine sud-orientale con la Russia, nell’ambito della linea di difesa baltica. Lo scrive Defense News. Secondo Krismar Rozin, rappresentante del Centro estone per gli investimenti nella difesa, la prima fase prevede l’installazione di 28 bunker. I bunker, ciascuno di circa 35 metri quadrati, sono progettati per resistere a proiettili di artiglieria da 152 mm. Se la situazione al confine dovesse aggravarsi, saranno dotati di filo spinato e «denti di drago», già conservati nei magazzini.
Mosca: «Rappresaglia su Ucraina dopo attacchi a obiettivi civili»
La Russia ha dichiarato di aver colpito durante la notte impianti industriali ed energetici ucraini con missili ipersonici, in quello che ha definito un attacco di rappresaglia per gli attacchi ucraini contro «obiettivi civili» in Russia. Il Ministero della Difesa di Mosca ha dichiarato di aver effettuato un «attacco massiccio» contro l’esercito e gli impianti energetici ucraini utilizzando armi tra cui missili ipersonici Kinzhal come «risposta agli attacchi terroristici dell’Ucraina contro obiettivi civili in Russia».
Raid su Odessa: «Senza elettricità, riscaldamento e acqua»
Un massiccio attacco russo ha colpito la città di Odessa durante la notte danneggiando il servizio di energia elettrica. Secondo le notizie diffuse, i russi starebbero hanno attaccato con droni e missili e si sono udite esplosioni in varie zone della città. Elettricità, acqua e riscaldamento sono scomparsi «praticamente in tutta Odessa», scrive Ukrinform. Al momento non risultano morti ma ci sarebbero 4 feriti. L’amministrazione militare ha invitato le persone a rimanere in luoghi sicuri durate tutta la dorata di quello che ha definito «uno degli attacchi aerei nemici più imponenti».
Witkoff a Berlino, il vertice con i leader europei
Continuano intanto a muoversi, molto lentamente, le carte sul tavolo dei negoziati in vista di un possibile cessate il fuoco. L’inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, incontrerà questo weekend a Berlino i leader europei e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Ad anticiparlo il Wall Street Journal. In coda a questo incontro, tra domenica e lunedì Witkoff incontrerà anche i leader di Francia, Gran Bretagna e Germania.
Beni congelati ceduti al'Ucraina, l'Italia dice no
L’Italia si starebbe schierando con il Belgio contro il piano europeo per utilizzare quei 210 miliardi di asset congelati per finanziare la difesa ucraina. È Politico a lanciare questa indiscrezione, secondo cui il governo italiano avrebbe a più riprese chiesto a Bruxelles di lavorare su proposte alternative. Una brusca battuta d’arresto rispetto alle speranze che la Commissione aveva maturato nelle ultime settimane, puntando all’approvazione di un piano in merito durante l’appuntamento del 18 e 19 dicembre.
Ue, via libera al blocco degli asset "sine die"
È diventato permanente il blocco degli asset russi dopo che ieri, con 25 voti favorevoli e solo due contrari, i Paesi membri dell’Unione europea hanno sostenuto l’approvazione di una decisione sine die. Stando a quanto è filtrato finora, sarebbe stato varato un documento leggermente rivisito rispetto alla proposta originaria della Commissione europea, che spingeva per applicare l’articolo 122 del Trattato sul funzionamento dell’Ue proprio sui beni russi congelati da oltre tre anni. Gli unici no incassati sono stati, come prevedibile, Ungheria e Slovacchia. Ma l’Ue non sembra al momento intenzionata ad aumentare ulteriormente la pressione su Mosca.
