Corteo contro lo sgombero di Askatasuna, scontri tra manifestanti e polizia a Torino: 11 agenti feriti. Salvini: «Ruspe sui centri sociali»

Scontri a Torino tra manifestanti e forze dell’ordine durate il corteo contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Un gruppo di persone incappucciate in testa alla manifestazione ha cercato di sfondare il cordone della polizia lanciando bottiglie e oggetti. Le forze dell’ordine hanno risposto con idranti e lacrimogeni. Ci sono state cariche con manganellate da un lato, e bastonate da parte dei manifestanti. Il bilancio dopo gli scontri parla di undici agenti di polizia feriti. A quanto si apprende dalla questura torinese i feriti – poliziotti dei reparti mobili – sono stati colpiti da oggetti contundenti. Sullo sgombero è intervenuto in serata il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, che sui social scrive: «Da una parte donne e uomini in divisa, che difendono la legalità. Dall’altra parte i soliti violenti, figli di papà frustrati e falliti, che oggi hanno mandato sette agenti all’ospedale. Lo sgombero di Askatasuna è solo l’inizio, RUSPE sui centri sociali covi di delinquenti!».
Proiettate scritte contro il governo e il sindaco
I partecipanti si erano dati appuntamento alle 14.30 da Palazzo Nuovo, con un corteo che ha raggunto le vie del centro. «Aska non si tocca, lo difenderemo con la lotta», è lo slogan della manifestazione. Sui palazzi del capoluogo piemontese sono state, inoltre, proiettate scritte contro il governo Meloni e il sindaco Stefano Lo Russo, etichettato come «servo infame».
La prossima protesta la notte di Capodanno
Prima che il corteo si disperdesse sono stati annunciate le prossime proteste. Nella notte di Capodanno, dicono i militanti di Askatasuna, «saremo in strada per un’inaugurare un anno di lotte». Il 17 gennaio ci sarà invece un’assemblea in preparazione di un corteo nazionale previsto per il 31 gennaio.
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La condanna del sindaco Lo Russo
«Desideriamo condannare con fermezza gli episodi di violenza che si sono verificati durante il corteo di oggi, esprimendo solidarietà e vicinanza alle forze dell’ordine coinvolte nei disordini, chiamate ad operare in un contesto molto complesso e delicato, ai commercianti e a tutte le cittadine e i cittadini che hanno vissuto disagi, peraltro a pochi giorni dal Natale», così il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo. «Nulla può giustificare la violenza e i danneggiamenti, mai: si tratta – dice ancora il sindaco Lo Russo – di comportamenti inaccettabili che non solo violano la legalità, ma compromettono gravemente la credibilità, la forza e il senso stesso delle rivendicazioni, danneggiando profondamente la causa di chi è sceso in piazza per manifestare pacificamente le proprie idee, in modo legittimo e democratico».
Tajani: «Askatasuna rispetti i torinesi e Torino»
«I cittadini torinesi che vogliono lavorare, che vogliono vivere tranquillamente, certamente non stanno dalla parte di chi distrugge le vetrine, di chi distrugge, brucia le auto e minaccia gli altri. Quindi credo che si debba sempre far prevalere il buon senso», ha dichiarato il vicepremier Antonio Tajani, leader di Forza Italia. «Torino – ha aggiunto – è una città di buon senso, è una città moderata, una città di lavoratori, molti vengono anche dal sud, quindi è una città che va rispettata anche dai centri sociali».
In arrivo attivisti da tutta Italia
Tanti gli attivisti provenienti anche da Genova, Bologna, Milano, dalla Lombardia e dal Nord-Est. Altrettanti i messaggi di solidarietà inviati al centro sociale, a partire dai colleghi dello storico Leoncavallo di Milano, sgomberato ad agosto. «L’azione ricorda molto quanto è accaduto a noi a Milano: una decisione presa dall’alto, imposta al territorio – sostengono in una nota -. Lo sgombero di Askatasuna è un attacco a Torino, alla legittimità di protestare e al dissenso».
Zangrillo: «Un centro culturale? Balle…»
«Askatasuna un centro culturale? Balle», ha detto il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, oggi a Torino a margine di un evento all’ospedale infantile Regina Margherita, aggiungendo che il polo era «un centro dell’eversione». Lo sgombero del centro sociale Askatasuna «è stata una bella di notizia per Torino ma anche per l’Italia», ha aggiunto il ministro. «Nel tempo – ha osservato – Askatasuna è diventato il riferimento dell’antagonismo non solo a livello territoriale, ma anche a livello nazionale. E tutti i racconti che ho sentito in questi giorni su un centro culturale dove si faceva inclusione e si faceva cultura sono delle balle. Era un centro dell’eversione», ha aggiunto.
Foto copertina: ANSA/TINO ROMANO | Scontri tra manifestanti e polizia a Torino
