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Famiglia nel bosco, Catherine Trevallion vuole una seconda visita pediatrica per la figlia: «Non ha la bronchite». Il no della tutrice e i tempi dubbi

29 Dicembre 2025 - 13:39 Ugo Milano
famiglia nel bosco
famiglia nel bosco
I legali della coppia sospettano che si tratti di un diniego strumentale, sfruttato poi dai giudici per confermare la sospensione della potestà genitoriale. Per la tutrice, una seconda opinione era «superflua» 

Una visita negata, una seconda opinione pediatrica sulla bronchite con spasmi della figlioletta di sei anni, con lo scopo di confermare agli occhi dei giudici e dell’opinione pubblica le mancanze di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham. È questo il sospetto che i due difensori della coppia anglo-australiana hanno maturato negli ultimi giorni, in particolare dopo il muro innalzato dalla tutrice Maria Luisa Palladino a un nuovo consulto medico per la minorenne. Secondo Marco Femminella e Daniela Solinas, potrebbe essere stato un «no» strumentale a confermare la misura di allontanamento dei tre minorenni dai genitori e la loro permanenza nella casa famiglia di Vasto.

La diagnosi e i dubbi della madre

È avvenuto tutto poco prima di Natale. Non appena i tre minori sono stati accolti nella struttura abruzzese, sono scattate le visite di rito. Durante una di queste, a una delle due gemelline di 6 anni è stata diagnosticata una «bronchite con spasmi». Una conclusione che però non ha affatto convinto la madre Catherine, convinta che – se davvero fosse stato così – se ne sarebbe accorta anche lei nei giorni precedenti. Da qui la richiesta, affidata alle mani dei due legali, di una seconda visita di controllo. Magari da affidare a un pediatra specialista del vicino ospedale Santissima Annunziata di Chieti.

Percé la tutrice ha detto no

La risposta negativa della tutrice è arrivata forte di due motivazioni. In primo luogo, un nuovo parere è stato definito «superfluo» dopo che un pediatra già aveva individuato la condizione precaria della bambina. In secondo luogo, la visita aggiuntiva sarebbe andata di fatto a «sovrapporsi» all’operato del tribunale dell’Aquila, che ha disposto ulteriori accertamenti sulla salute dei piccoli. Nel frattempo, però, il tribunale per i minorenni si era espresso confermando il provvedimento di sospensione della potestà genitoriale. E citando all’interno del documento proprio le resistenze in ambito «sanitario e socio sanitario» della madre, che si sarebbe opposta a cure antibiotiche da somministrare alla figlia. Scelte che, hanno scritto i togati, «parrebbero deporre in favore di una notevole rigidità dipendente dai valori ai quali (i genitori, ndr) conformano le loro scelte di vita».

Nuove tensioni all’orizzonte

Così è sorto il dubbio, legittimo o meno, che il diniego della tutrice fosse «strumentale» per dimostrare l’inflessibilità della famiglia. Un tema che, proprio nel momento in cui la coppia si è decisa ad affidarsi al consulente psichiatrico Tonino Cantelmi con l’obiettivo di assumere una posizione più conciliante con le autorità, rischia di inasprire le tensioni. E in questa direzione potrebbero giocare un ruolo chiave anche le ultime foto rilasciate dai difensori, che mirano a dimostrare come i figli non abbiano mai «rifiutato la contemporaneità». Così come il movimento di persone che si è schierato con la famiglia nel bosco e che ha già annunciato una serie di manifestazioni a Palmoli sotto lo slogan: «I figli non sono dello Stato». 

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