Legge bipartisan per salvare i ciclisti dagli incidenti scritta con otto campioni del ciclismo. «Casco obbligatorio e luci attive anche di giorno»

Non una «proposta calata dall’alto», ma un testo costruito «a partire dall’esperienza di chi la strada la vive ogni giorno». Su due ruote: i ciclisti. Una categoria particolarmente esposta al rischio, come evidenziano i dati diffusi dall’Osservatorio Asaps: da gennaio a ottobre 2025 sono state 192 le vittime tra chi pedala per sport, lavoro o spostamenti quotidiani. È in questo contesto che il deputato di Forza Italia Roberto Pella ha depositato una proposta di legge finalizzata a introdurre misure più stringenti per la tutela della sicurezza dei ciclisti.
Alla sua elaborazione hanno contribuito, accanto a prefetti e rappresentanti delle forze dell’ordine, anche otto nomi del ciclismo professionistico che hanno rappresentato l’Italia ai massimi livelli, come Vincenzo Nibali e Francesco Moser. «La loro firma non è stata presentata in Parlamento – spiega l’azzurro ad Open – ma ovviamente sono loro i veri protagonisti di questo testo».
L’obbligo del casco e le luci posteriori attive
La proposta di legge si articola in quattro punti e interviene sul Codice della strada, importando alcune modifiche. Tra queste, l’introduzione dell’obbligo del casco per chi pratica attività sportiva in bicicletta, «obbligo che riguarda i ciclisti che utilizzano calzature tecniche che bloccano gli arti inferiori», quelle scarpe che vengono comunemente chiamate “tacchetti”. A questo si aggiunge l’obbligo di dotarsi di luci posteriori attive anche durante il giorno «intermittenti o continue – si legge nel testo – con l’obiettivo di «aumentare la visibilità del ciclista nei confronti degli altri utenti della strada»
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Gruppi più piccoli se si esce insieme
Interviene anche sulle modalità di marcia dei ciclisti. Durante gli allenamenti, infatti, sia tra professionisti che tra amatoriali, è consuetudine uscire in gruppo, per accusare meno l’incombere della fatica. Su questo punto, il testo prevede che, a determinate condizioni, i ciclisti «possano procedere affiancati in un massimo di due e in gruppi composti da dieci persone». La ratio della norma è legata alla dinamica del sorpasso: «una lunga fila indiana obbliga il conducente a impegnare la carreggiata per un tempo molto più lungo rispetto al sorpasso di un gruppo disposto su due file, la cui lunghezza è paragonabile a quella di un autocarro». Nella stessa ottica si colloca la disposizione volta a garantire la sicurezza degli atleti in allenamento, attraverso l’utilizzo di scorte tecniche, i cui costi siano sostenuti dalle squadre.
L’esame di patente e il codice sul telaio
Il testo propone inoltre l’introduzione di un codice identificativo da imprimere sul telaio, così da facilitare l’individuazione del titolare della bicicletta in caso di furto. Sono infine previste modifiche anche ai programmi d’esame per ottenere la patente di guida. Per «aumentare la sensibilità e la conoscenza delle norme stradali», la pdl punta a far rientrare le disposizioni che riguardano le biciclette tra le materie d’esame per acquisire le diverse patenti.
I nomi degli otto campioni
Il deputato rivendica il «valore» del confronto con otto campioni del ciclismo italiano. Da Francesco Moser, campione del mondo e dominatore delle grandi classiche, a Vincenzo Nibali, unico italiano ad aver vinto tutti e tre i Grandi Giri; passando per Giuseppe Saronni e Maurizio Fondriest, iridati su strada, Gianni Bugno, protagonista di una lunga carriera ai vertici del ciclismo internazionale, Claudio Chiappucci, più volte sul podio del Tour de France, Alessandro Ballan, campione del mondo nel 2008 e Paolo Bettini, campione olimpico e due volte campione del mondo. «Un lavoro – spiega Pella – che ha messo a confronto ruoli istituzionali, come prefetti e comandanti delle forze di polizia, con chi ogni giorno va in bicicletta, non solo perché lo è stato da campione, ma perché continua a esserlo nella vita quotidiana».
L’iter parlamentare
Per quanto riguarda l’iter parlamentare, Pella si dice «soddisfatto» per l’intesa raggiunta con tutte le forze politiche che hanno sottoscritto il testo. Oltre alle firme di tutti i capigruppo di maggioranza della Commissione, compaiono le sigle dei colleghi di centrosinistra, come quella dei dem Luca Pastorino e Antony Barbagallo, del pentastellato Antonino Iaria, dalla deputata di Italia Viva, Maria Chiara Gadda e di Giulia Pastorella, di Azione. Il provvedimento è firmato anche dal presidente della Commissione competente, Salvatore Deidda di Fratelli d’Italia. L’obiettivo, spiega Pella, è far partire l’iter «già in questo mese». Il testo potrebbe puntare a un’approvazione all’unanimità una volta approdato in Aula.
