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Pressing di Fratelli d’Italia per opzionare le regionali in Friuli Venezia Giulia. Rizzetto: «Scelga chi ottiene più voti alle politiche 2027». L’ipotesi Ciriani

05 Gennaio 2026 - 18:03 Sofia Spagnoli
fedriga meloni ciriani
fedriga meloni ciriani
L'ipotesi del voto anticipato in tandem con le politiche. Il segretario regionale di FdI ad Open: «Abbiamo un’ottima classe dirigente e continuiamo a crescere».

Archiviato un anno solare e politico particolarmente frenetico, con la campagna referendaria già avviata in vista dell’appuntamento primaverile sul referendum della giustizia, lo sguardo del centrodestra è già rivolto ai prossimi obiettivi regionali. E se continua il tira e molla per chi dovrà scegliere il nome da candidare in Lombardia (oltre che a Milano) nella discussione ora c’è anche il Friuli Venezia Giulia. Un appuntamento ancora lontano sul calendario, fissato per il 2028, ma tutt’altro che remoto sul piano politico. Le regionali friulane, infatti, si intrecciano con una serie di partite elettorali già concluse o ancora da giocare (a partire dalla Lombardia) e diventano così un nodo centrale negli assetti interni alla coalizione. Quei delicati “equilibri” che devono essere rispettati per mantenere tutte le parti al loro posto. Sul piano locale, intanto, è Fratelli d’Italia a fare pressing sugli alleati.

«Lo ribadisco, sono d’accordo con il ministro Salvini: la scelta del candidato è giusto che spetti al partito che in Friuli raccoglierà il maggior numero di preferenze in vista delle elezioni politiche. Un’idea interessante», afferma a Open Walter Rizzetto, deputato di Fratelli d’Italia e presidente della commissione Lavoro alla Camera.

Il nodo Lombardia

Il richiamo fatto da Rizzetto e – riportato anche dal Messaggero Veneto – è alla frase pronunciata dal Carroccio quando si è accesa la candidatura di Alberto Stefani per la corsa in Veneto. Nei numerosi vertici che si sono susseguiti in quella delicata fase di trattative, era stato messo a punto un accordo tra i leader della coalizione nel quale si sanciva che il candidato presidente della Lombardia alle regionali del 2028 sarebbe stato – appunto – espressione del partito che avesse ottenuto il maggior numero di voti nella tornata precedente, ovvero alle elezioni politiche del 2027. Un’ipotesi che aveva suscitato immediatamente forti malumori all’interno della Lega lombarda, a partire da Massimiliano Romeo e Attilio Fontana. La stessa ipotesi era stata allargata poi da Salvini anche al Friuli. E questo è il punto su cui oggi insistono i vertici friulani.

Il problema del terzo mandato

Il Friuli Venezia Giulia è governato dal 2018 da Massimiliano Fedriga, presidente di Regione in quota Lega. È il governatore più popolare d’Italia secondo il sondaggio del Sole 24 Ore, con un indice di gradimento in crescita nell’ultimo anno. Il suo mandato si concluderà naturalmente nel 2028, anche se continua a circolare l’ipotesi di una possibile chiusura anticipata nel 2027, legata a una sua eventuale candidatura alle elezioni politiche. Un’ipotesi mai confermata dallo stesso presidente, che al contrario ha più volte ribadito di essere disponibile a valutare un terzo mandato, sebbene sia difficile riaprire la partita dopo lo scontro con Campania e Veneto.

Rizzetto: «Abbiamo una classe dirigente preparata»

Per Rizzetto, che è anche segretario regionale di Fratelli d’Italia in Friuli, il partito che «era già pronto per le elezioni di tre anni fa» oggi lo è ancora di più, «a livello regionale abbiamo una classe dirigente più che sufficientemente preparata per poter ricoprire qualsiasi ruolo». Pur restando consapevole, però, che la partita è ancora lontana: «Mancano due anni e si tratta di una decisione che triangola inevitabilmente, e giustamente, con Roma stessa».

«Siamo in ottima salute»

Dati alla mano, nella tornata elettorale del 2018, che portò Fedriga all’elezione per il suo primo mandato, Fratelli d’Italia si fermò al 5,47 per cento, a fronte del 34,87 della Lega e del 12,11 di Forza Italia. Alle regionali del 2023, invece, il partito di Giorgia Meloni segnò una netta crescita, posizionandosi come secondo partito per preferenze con il 18,1%, subito dietro la Lega (19%). La lista del presidente si attestò al 17,7% mentre Forza Italia scese al 6,6%. «Stanno crescendo gli amministratori che si avvicinano a Fratelli d’Italia e crescono anche i tesseramenti – sottolinea Rizzetto – Ma dietro questi numeri c’è soprattutto il lavoro: stiamo facendo una grandissima attività sul territorio».

Ciriani come candidato? «Il suo nome potrebbe essere valutato»

C’è una figura centrale nella politica friulana, molto apprezzata sul territorio e di peso anche a livello nazionale, nel governo Meloni: Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento ed esponente di Fratelli d’Italia. Il ministro, originario di Pordenone, in passato non ha nascosto alcuni dissapori con Fedriga, in particolare sul tema del terzo mandato. Non sono mancati attriti anche su altri fronti, come quello della sanità regionale, quando Ciriani, in un’intervista, aveva dichiarato che della crisi «bisognava chiedere conto proprio a Fedriga». Per Rizzetto, però, in Fratelli d’Italia «c’è un’ottima classe dirigente» e «il ministro Ciriani sta facendo molto bene il suo lavoro da ministro». Per questo, aggiunge, «il suo nome potrebbe essere valutato»

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