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Crans-Montana, Meloni: «Vietare in Italia gli scintillii sulle bottiglie. Volevano fare soldi facili, vanno perseguiti» – Il video

09 Gennaio 2026 - 13:19 Alba Romano
La premier: «Esisterebbero dei video della responsabile del locale ripresa mentre scappava con la cassa. Se questo è vero penso che si debba essere implacabili»

«Quello che è successo a Crans-Montana non è una disgrazia, è il risultato di troppe persone che non hanno fatto il loro lavoro o che pensavano di fare soldi facili, responsabilità devono essere individuate e perseguite». Queste le parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella tradizionale conferenza stampa di fine anno. «Leggo che esisterebbero dei video della responsabile del locale ripresa mentre scappava con la cassa e se questo è vero penso che si debba essere implacabili».

«Vietare l’uso di scintillii sulle bottiglie»

«Dopo quello che è accaduto a Crans-Montana ho chiesto una relazione per capire se sarebbe stato possibile in Italia. Le nostre norme sono più rigide di quelle che ci sono nel Cantone però io penso che quando accadono queste cose ci si debba sempre chiedere cosa si può imparare e penso che, dialogando con l’opposizione, dovremmo ragionare sulla possibilità di vietare nei locali al chiuso l’uso di scintillii sulle bottiglie che è un elemento che può essere pericoloso», ha dichiarato la premier. «Avendo imprenditori abilissimi io penso che possano trovare altri 1000 modi di festeggiare senza rischiare che un locale vada a fuoco. Ho letto qualche giorno fa di un piccolo incendio in un locale in Molise, quindi una riflessione da fare insieme», ha sottolineato.

«Perché non è stata spenta la musica?»

«Quando sono usciti i primi video sono rimasta molto colpita» dal fatto che «alcuni di questi ragazzi rimanessero» dentro il locale «quando c’erano già le fiamme e non capivo perché. La cosa più intelligente l’ha detta una delle mamme, la musica continuava ad andare e avendo dei ragazzi molto giovani una soglia del pericolo più bassa della nostra non ha aiutato: perché non è stata fermata la musica? Perché non è stato detto ai ragazzi di uscire? Perché il sindaco non faceva controlli…?Ci sono troppi perché che hanno prodotto», ha dichiarato Meloni.

«Pronti a fornire alle famiglie tutta l’assistenza»

«L’avvocatura dello Stato su mandato della presidenza del consiglio si è messa in contatto per seguire le indagini con la procura elvetica e con la procura di Roma che ha aperto a sua volta un fascicolo: siamo pronti a fornire alle famiglie tutta l’assistenza necessaria per fare si che possano avere giustizia, le famiglie hanno la mia parola, non saranno lasciate sole», ha infine dichiarato la premier.

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