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Dai divorzi all’alcolismo, così l’amicizia ha salvato Matt Damon e Ben Affleck dalle insidie del successo

13 Gennaio 2026 - 16:17 Gabriele Fazio
I due amici superstar hanno raccontato il loro rapporto al The Howard Stern Show in occasione della promozione di The Rip, in uscita il 16 gennaio

La loro amicizia non è un segreto, anzi, forse è una delle storie più “umane” della moderna Hollywood. Quello che molti però non conoscevano fino a oggi sono i dettagli, quei momenti in cui Matt Damon e Ben Affleck sono andati oltre l’icona degli amici superstar. Dettagli che oggi scopriamo grazie alla loro partecipazione al The Howard Stern Show, uno dei programmi radiofonici più famosi, longevi e influenti della storia dei media americani. L’occasione è stata la promozione del film The Rip, dal 16 gennaio disponibile in tutto il mondo su Netflix, un dramma poliziesco in cui i due protagonisti si troveranno a fare i conti con la fiducia l’uno nell’altro.

Matt Damon: «Ci sono sempre stato»

Problemi che non riguardano assolutamente la vita privata dei due attori e questo si evince chiaramente dall’intervista, specie nei punti in cui Howard Stern, lo storico conduttore dello show, ha chiesto in che modo i due si sono stati vicini nei momenti di sofferenza. Come è noto, Ben Affleck di questo genere di problemi ne ha avuti diversi, dalla separazione da Jennifer Garner nel 2015 ai problemi di alcolismo, gli stessi del padre, che lo hanno costretto a due diversi ricoveri in cliniche specializzate, nel 2001 e nel 2017. E poi naturalmente il matrimonio appena naufragato dopo tre anni di unione con Jennifer Lopez. «Ero lì per tutto il tempo» ha dichiarato Matt Damon, che ha incassato il ringraziamento dell’amico: «Significa molto per me, questo è ciò che significa avere un vero amico».

Will Hunting e il successo da ventenni

Naturalmente l’intervista è stata anche l’occasione per riportare a galla qualche aneddoto più felice e in questa lista non poteva mancare il lavoro su Will Hunting – Genio ribelle, il film che i due, all’epoca ventenni, hanno scritto ed interpretato, riuscendo a coinvolgere nel progetto nomi del calibro di Robin Williams e del regista Gus Van Sant. E riuscendo anche ad arrivare a portarsi a casa due Oscar per la migliore sceneggiatura e per il miglior attore non protagonista, l’unico tra l’altro vinto da Williams nella sua lunga e felice carriera. «Penso che siamo stati fortunati ad avere 25 e 27 anni quando siamo diventati famosi – ha spiegato Damon – perché avevamo alle spalle una manciata di anni in cui entravamo in una stanza e non facevamo girare la testa a nessuno», «A nessuno importava un cazzo!» ha sottolineato ridendo Affleck. I due hanno anche spiegato un altro grosso vantaggio di avere un amico intimo in un settore così caotico come il cinema americano ai più alti livelli: «È per questo che siamo così sani di mente. Fino a che punto, giudicate voi! Ma diventando famosi e di successo insieme avevamo sempre qualcuno a cui rivolgerci per chiedere “Ma è una follia, o cosa?”. O uno a cui dire “Che cosa stai facendo, amico?”».  

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