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Tolleranza zero sui coltelli, espulsioni più facili, stretta sulle ong in mare: cosa prevede il pacchetto sicurezza su cui è al lavoro il governo

14 Gennaio 2026 - 21:14 Gianluca Brambilla
pacchetto sicurezza governo meloni anticipazioni
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La bozza del provvedimento, visionata dall'Adnkronos, contiene una sessantina di articoli. Ecco le principali novità

Stretta sui coltelli, nuovi fondi per la sorveglianza delle stazioni, zone rosse istituite dai prefetti ed espulsioni più facili. Sono queste le principali novità contenute nella bozza del nuovo pacchetto sicurezza su cui lavora il governo. Il testo, visionato dall’Adnkronos, contiene circa sessanta articoli e prevede misure più severe su porto di armi e coltelli, manifestazioni pubbliche, e sicurezza urbana. Potrebbe trattarsi delle cosiddette «misure anti-maranza» menzionate dalla premier Giorgia Meloni nella conferenza stampa di inizio anno.

Coltelli sotto stretta sorveglianza

Tra le principali novità, c’è l’introduzione del divieto di porto di particolari strumenti atti a offendere. Il riferimento, in particolare, è agli strumenti «con lama flessibile, acuminata e tagliente di lunghezza superiore a 5 centimetri, a scatto o a farfalla, di facile occultamento e di frequente utilizzo». La pena prevista per chi va in giro con coltelli di questo genere rischia una pena che va da 1 a 3 anni di carcere. Per altri coltelli o strumenti taglienti sopra gli 8 centimetri, la reclusione va da 6 mesi a 3 anni. Aggravante se il reato avviene a volto coperto, in gruppo o in luoghi sensibili come scuole, banche, parchi e stazioni. Il pacchetto, inoltre, introduce sanzioni fino a 1.000 euro per chi non sorveglia un minore che porta un coltello. E sempre sui coltelli, spunta il divieto di vendita ai minorenni, anche online.

Fermo preventivo, perquisizioni e controlli stradali

Gli agenti, in base a quanto scritto nella bozza del nuovo pacchetto sicurezza, potranno trattenere fino a 12 ore le persone sospettate di costituire un pericolo durante manifestazioni pubbliche, soprattutto se a volto coperto o con casco. Possibili le perquisizioni in luoghi pubblici tra le 23 e le 4 per prevenire reati che minacciano l’ordine pubblico. Per quanto riguarda i controlli stradali, invece, chi non si ferma all’alt della polizia rischia da sei mesi a cinque anni di carcere, con sospensione della patente e confisca del veicolo. I prefetti, inoltre, potranno istituire “zone rosse” e adottare misure preventive per garantire la sicurezza urbana.

Aggravanti per delitti contro giornalisti, espulsioni più facili

La bozza del disegno di legge prevede anche aggravanti per chi commette delitti contro giornalisti durante l’esercizio della professione e strumenti più rapidi per revocare permessi di soggiorno o patenti a chi viene sorpreso con armi da taglio. Cittadini e forze dell’ordine, inoltre, non saranno iscritti sul registro degli indagati in presenza delle cause di giustificazione del reato come legittima difesa, adempimento di un dovere, uso legittimo delle armi e stato di necessità.

La stretta anti-ong

La bozza del disegno di legge su cui lavora il Viminale, infine, prevede una stretta anti-Ong. In particolare, si introduce la possibilità di interdizione temporanea del limite delle acque territoriali in caso di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale. La misura – di durata non superiore a trenta giorni, prorogabile di ulteriori trenta giorni, fino a un massimo di sei mesi – è disposta con delibera del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

Foto copertina: ANSA/Giuseppe Lami | Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi

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