Ultime notizie Giorgia MeloniGroenlandiaIranPrivacyScuola
ATTUALITÀCapodannoIncendiSvizzeraVideo

Controlli a raffica nei locali in Italia: è l’effetto Crans-Montana. Due i fattori per evitare problemi – Il video

16 Gennaio 2026 - 18:09 Cecilia Dardana
La strage di Capodanno nel locale Le Constellation ha evidenziato un tema fondamentale: la sicurezza non dipende solo da cosa si vieta, ma soprattutto da chi controlla, come e con quale frequenza. Cosa ci ha insegnato la tragedia svizzera

«Dopo quello che è accaduto a Crans-Montana, dovremmo ragionare sulla possibilità di vietare nei locali al chiuso l’uso di scintillii sulle bottiglie, che è un elemento che può essere pericoloso». Alla conferenza stampa di inizio anno, Giorgia Meloni ha indicato candele scintillanti e altre trovate pirotecniche come possibili fattori di rischio da bandire nei locali aperti al pubblico. Un messaggio che arriva dopo la tragedia di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, ma che rischia di semplificare una questione molto più ampia: la sicurezza non dipende solo da cosa si vieta, ma soprattutto da chi controlla, come e con quale frequenza.

La strage di Capodanno e i controlli mancati

Nella notte del 1° gennaio, l’incendio scoppiato nel locale Le Constellation di Crans-Montana ha provocato 40 morti e oltre 100 feriti. Secondo quanto emerso dalle indagini, l’ultimo controllo di sicurezza risaliva al 2019. Dal 2020 in poi non risultano ispezioni, nonostante la normativa cantonale preveda verifiche periodiche per i locali aperti al pubblico. Jessica e Jacques Moretti, i due proprietari, sono oggi indagati con l’accusa di «omicidio colposo per negligenza, lesioni corporali per negligenza e incendio per negligenza». Il punto centrale, oltre alla presenza di effetti pirotecnici potenzialmente pericolosi in un locale al chiuso, è proprio questo vuoto nei controlli: norme formalmente esistenti, ma non applicate con continuità.

L’“effetto Crans-Montana” in Italia

La tragedia svizzera ha avuto un impatto immediato anche in Italia. Nelle settimane successive, sindaci e prefetti hanno annunciato controlli a tappeto nei locali notturni, nelle strutture ricettive e in quelle turistiche. E i primi risultati non si sono fatti attendere. A Sestriere è stato sequestrato l’hotel Torre Rossa, dopo che le verifiche hanno evidenziato gravi criticità nell’impianto antincendio. A Palermo è stata chiusa una discoteca abusiva, il Dragon Club, priva di qualsiasi requisito minimo di sicurezza. A Milano, infine, è finito sotto sequestro il COA, un cocktail bar con discoteca in via Lecco: il locale era senza licenza e disponeva di un’unica via di fuga, una scala a chiocciola dal piano meno uno.

Il sistema italiano: regole e sanzioni

Nel rivendicare la solidità del sistema italiano, Meloni ha sottolineato come le norme di sicurezza nel nostro Paese siano «più rigide» rispetto a quelle del Cantone Vallese. In effetti, la prevenzione incendi in Italia è regolata da un impianto normativo articolato: certificazioni obbligatorie, piani di emergenza, requisiti strutturali e impiantistici, e controlli periodici affidati ai Vigili del Fuoco. Per i locali di pubblico spettacolo e intrattenimento, il mancato rispetto delle prescrizioni può portare non solo alla chiusura dell’attività, ma anche a responsabilità penali per i gestori. La lezione che arriva da Crans-Montana, e dai sequestri scattati in Italia nelle ultime settimane, è chiara: rafforzare le regole dopo una tragedia è necessario, ma non è sufficiente. La differenza fondamentale la fanno due fattori: che le norme esistenti vengano davvero rispettate e che i controlli siano costanti.

leggi anche