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La Lega festeggia i dazi di Trump a Francia e Germania: «Puniti i bellicisti». La replica (incredula) di Crosetto

17 Gennaio 2026 - 22:56 Ugo Milano
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Per il Carroccio gli Usa avrebbero dato una lezione agli europei per le truppe in Groenlandia. Il ministro della Difesa si tuffa nella polemica

Nuove tensioni nella maggioranza sulla politica estera. Questa volta lo scontro, esploso sui social, riguarda i dazi al 10% – destinati a salire al 25% da giugno – imposti da Donald Trump ad alcuni Paesi europei fino al raggiungimento di un accordo per l’acquisto «completo e totale» della Groenlandia. L’ultimo ricatto del presidente Usa, arrivato a pochi giorni dall’annuncio dell’invio di soldati francesi, tedeschi, norvegesi e svedesi sulla vasta isola, ha riacceso le frizioni nel centrodestra. Se l’Ue grida allo scandalo e prepara contromisure, la Lega esulta su X: «La smania di annunciare l’invio di truppe di qua e di là raccoglie i suoi amari frutti. Bene per l’Italia essersi chiamata fuori da questo bellicismo, parolaio e dannoso, dei deboli d’Europa», si legge nel post. A rafforzare la linea del partito interviene anche il senatore Claudio Borghi, che scrive: «Vado a festeggiare i dazi di Trump alla Francia e alla Germania».

Crosetto: «Non capisco cosa ci sia da festeggiare»

A replicare agli alleati di governo è il ministro della Difesa Guido Crosetto. «Non capisco cosa ci sia da festeggiare nell’indebolimento economico di Paesi alleati che sono anche tra i nostri principali partner commerciali e industriali», sottolinea. «Non stiamo tifando per Milan o Inter: dovremmo invece augurarci che tra alleati prevalgano dialogo e buon senso e, quando questo non accade, lavorare per ricostruirli. In un mondo sempre più frammentato, che torna alla logica dell’“ognuno per sé” o a quella della forza militare e delle risorse naturali, noi non siamo un vaso di ferro», conclude Crosetto.

Le reazioni delle opposizioni

La minaccia di Trump compatta invece una volta tanto le opposizioni. «Se l’Ue non risponderà compatta insieme alla Gran Bretagna minacciando contro-dazi scriverà ingloriosamente la sua fine – ha detto il presidente del M5s, Giuseppe Conte – E se Meloni permetterà a Trump di spaccare l’Europa, l’Italia non se ne avvantaggerà perché un attimo dopo non saremo più uno Stato sovrano ma uno Stato vassallo». Sulla stessa linea Angelo Bonelli di Avs: «L’esenzione dell’Italia dai dazi – ha spiegato – è il segno di una sovranità limitata, di un Paese trattato come il 51° Stato degli Usa, silente di fronte a una prepotenza che calpesta il diritto internazionale e la dignità dell’Europa. Questa non è diplomazia, è estorsione: paghi finché non cedi».

Sarcastico il senatore del Pd Filippo Sensi: «E pensare che a Palazzo Chigi penseranno di avere fatto una mandrakata sulla Groenlandia. Zitto che non ci ha visto». Per il segretario di Azione, Carlo Calenda, invece «siamo arrivati al dunque tra grandi paesi europei (Italia esclusa per codardia) e Trump», ma «qualsiasi dazio imposto per ragioni geopolitiche, nello specifico imperialiste, è illegale».

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