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Omicidio Abanoub Youssef, Zouhair Atif «girava sempre armato, andava fermato prima»

17 Gennaio 2026 - 06:10 Alessandro D’Amato
zouhair atif coltello Abanoub Youssef omicidio la spezia
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Si è portato il coltello da casa: la procura valuta la premeditazione

Zouhair Atif ha 19 anni ed è cittadino marocchino. La polizia e la Procura di Spezia indagano sull’omicidio avvenuto nell’istituto Einaudi Chiodo. «Volevo ucciderlo, non doveva permettersi di mettere sui social la foto con la mia ragazza», ha spiegato dopo aver colpito con il coltello Abanoub Youssef. Atif si è portato il coltello da casa, e per questo gli inquirenti stanno valutando se contestare la premeditazione. Mentre nelle chat delle scuole si parla di una promessa di Atif a Youssef: «Ora ti sistemo io».

L’accoltellamento

Il pm Giacomo Gustavino invierà oggi gli atti d’indagine al gip per la convalida dell’arresto. Atif sarà davanti al giudice lunedì 19 gennaio. «Dopo aver accoltellato, si è seduto e rideva», raccontano le chat di scuola. Ma la circostanza viene smentita. Un parente della vittima invece dice: «Mio nipote non è uno che se la va a cercare, se non gli dici niente lui non ti dice niente. È un bravo ragazzo, uno che lavora. Invece lui, quello lì, non è la prima volta che portava il coltello a scuola. Dovevano fermarlo prima. Ora la giustizia deve fare il suo corso, perché sennò ci saranno altri accoltellati».

«Dopo la scuola faceva il cameriere», continua lo zio, «se fossero tutti seri come lui queste cose non succederebbero. Non è stata mica una litigata, una scazzottata, quella ci poteva stare. Ma il coltello non lo doveva portare, e non era la prima volta. Mio nipote stava cercando di scappare e lui l’ha inseguito».

L’assassino

Pure Zouhair Atif è nato nel 2007. Vittima e assassino frequentavano classi diverse dell’istituto Einaudi-Chiodo. Nato in Marocco, è in Italia con la famiglia con un permesso di soggiorno di lungo periodo. Anche lui lavorava come cameriere a Leirci. Nel corteo degli studenti c’è anche chi difende l’assassino: «Non è vero che è uno che non c’è con la testa, e non è vero che rideva dopo aver accoltellato Abanoub».