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Jessica Moretti e le balle ai pm su Crans-Montana, l’accusa della cameriera sul video cancellato: «Riprendeva l’incendio». Il piano di fuga in aereo

18 Gennaio 2026 - 07:49 Giovanni Ruggiero
Crans-Montana, Jessica Moretti
Crans-Montana, Jessica Moretti
La raffica di accuse nelle diverse istanze degli avvocati delle famiglie delle vittime. La socia e compagna di Jacques Moretti denunciata anche per omissione di soccorso. Come volevano scappare subito dopo la strage

Davanti ai pm svizzeri Jessica Moretti avrebbe fornito versioni false su almeno due circostanze ora contestate dalla valanga di istanze presentate dagli avvocati delle vittime della strage nel suo Constellation a Crans-Montana, la notte di Capodanno. La prima riguarda il pericolo di fuga, finora poco considerato dagli inquirenti e dai giudici elvetici, che le hanno consentito di lasciare gli arresti domiciliari restando in libertà con il solo obbligo di firma, a differenza del marito Jacques, socio del locale e finito in carcere. La seconda questione riguarda la ricostruzione di cosa abbia fatto quando è divampato l’incendio che ha ucciso 40 persone, per lo più ragazzi entrati nel suo locale solo per festeggiare l’arrivo del 2026. In particolare la presenza di immagini sul suo telefono, sempre negata.

Il video che non esisteva

Durante l’interrogatorio, Jessica Moretti ha dichiarato di non avere nel suo telefono alcun video della serata di Capodanno al Le Constellation. Ma dagli atti emergerebbe tutt’altro. La donna sarebbe stata immortalata da uno dei clienti mentre riprendeva non solo la processione con le bottiglie con le candele scintillanti. La donna avrebbe anche immortalato l’inizio del rogo che ha causato 40 morti e 117 feriti. Il filmato e le immagini sono state depositate alla procura di Sion dall’avvocato Romain Jordan, che assiste diverse vittime e loro familiari. Diverse testimonianze confermano questa ricostruzione, a cominciare da quella di Louise, una delle cameriere in servizio nel locale quella notte tragica.

La testimonianza della cameriera Louise

Louise faceva parte della processione per portare lo champagne ai tavoli, guidata da Cyane Panine sulle spalle di un collega: secondo gli inquirenti, le torce sulle bottiglie sfiorando il soffitto rivestito di pannelli infiammabili avrebbero innescato l’incendio. Il suo racconto è drammatico: «Cyane si era sistemata sulle spalle di Mathieu, come aveva già fatto in precedenza. Jessica era con noi, non ricordo se avesse una bottiglia in mano. So che stava filmando. Credo che fossimo in sette o otto in quella fila. Jessica ci ha seguito». La cameriera si tormenta per essere sopravvissuta e dice di non essersi accorta subito del rogo: «Ho visto una folla salire le scale, ma nessuno gridava “Al fuoco!”. Ho visto anche Jessica andarsene». E ancora: «Abbiamo perso tra i 30 e i 35 secondi. Con la musica in sottofondo, la gente non gridava. Eravamo di spalle e non riuscivamo a vedere l’incendio. Abbiamo continuato».

Le prove cancellate sul telefono

In una delle tante istanze inviate alla procura di Sion, come ricorda Il Messaggero, l’avvocato Jordan accusa i magistrati di aver perso tempo prezioso consentendo ai Moretti di cancellare prove determinanti. «Sono stati lasciati senza alcuna restrizione fino all’udienza del 9 gennaio», al termine della quale sono state disposte le misure cautelari. Il legale prosegue: «Hanno avuto ampie opportunità di inventare la loro versione dei fatti e di distruggere o alterare le prove, cancellare il contenuto dei loro dispositivi elettronici, distruggere documenti o influenzare le testimonianze».

Gli avvocati hanno denunciato la cancellazione degli account social e del sito web del Le Constellation poche ore dopo la tragedia, «mentre i servizi di emergenza stavano ancora lavorando per salvare le vittime sul posto». Diverse foto già fornite agli inquirenti mostrano «una donna bruna con lunghi capelli lisci, che indossa un abito nero senza maniche con paillettes, tiene una bottiglia di champagne accesa nella mano sinistra e filma la processione con la destra».

Il telefono illuminato mentre filma l’incendio

Nelle stesse immagini, sullo sfondo, si vede Cyane Panine con il casco sulle spalle del collega, bottiglie con candele accese in mano e l’incendio che divampa sopra la sua testa. «Questa scena è perfettamente in linea con la telecamera della donna bruna, Jessica Moretti», sottolinea l’avvocato Jordan. Un altro video mostra la stessa donna che sale di corsa le scale dirigendosi verso l’uscita proprio mentre l’incendio sta per esplodere. «Il contenuto del cellulare di Jessica Moretti è cruciale, poiché è quasi certamente lei ad aver filmato l’inizio dell’incendio: possiamo vedere il suo telefono illuminato, puntato verso il soffitto mentre prende fuoco, cosa di cui probabilmente non si è accorta nel caos del momento». Durante l’interrogatorio, però, «lei ha affermato di non avere foto o video della serata. Si tratta chiaramente di una menzogna che, coerente con la cancellazione degli account sui social, dimostra l’intenzione di distruggere prove incriminanti». I telefoni dei coniugi sono stati sequestrati solo il 9 gennaio, dopo l’udienza e molte insistenze degli avvocati.

Il piano di fuga su un aereo privato

Le accuse contro i Moretti si moltiplicano. Come scrive Repubblica, un legale denuncia Jessica per omissione di soccorso: durante l’incendio «era presente e ha abbandonato il proprio locale senza informare i clienti né offrire loro alcuna assistenza». L’avvocata Nina Fournier scrive ai pm: «Abbiamo appreso che uno o l’altro dei coniugi Moretti potrebbe aver contattato una compagnia aerea privata per preparare la fuga». I titolari sono accusati anche di aver venduto alcol ai minori di 16 anni, rallentando così «la reazione dei giovani alla vista delle fiamme».

Il 20 e 21 gennaio i coniugi saranno ascoltati nuovamente dai pubblici ministeri. Intanto Louise, la cameriera sopravvissuta, continua a vivere nell’incubo: «Di notte non dormo, vedo i volti dei morti… e l’odore, l’odore era terribile. Ho afferrato un amico che era dentro. Era completamente ustionato. La sua pelle pendeva ovunque. Alcune persone erano completamente sfigurate. Alcuni avevano perso i capelli».

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