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Cristiano Ronaldo salvato dal giudice del lavoro, ecco perché non dovrà restituire 9,8 milioni alla Juve

19 Gennaio 2026 - 16:11 Diego Messini
Confermato il lodo arbitrale, il club bianconero vede respinta la richiesta di riavere i soldi «di troppo» versati in stipendi nel 2020

Cristiano Ronaldo non dovrà rifondere i quasi 10 milioni di euro che la Juve gli chiedeva indietro in una disputa che si trascina dal 2020. Il giudice del lavoro di Torino ha dato infatti ragione al calciatore portoghese nella querelle che riguarda gli stipendi versati durante la fase più acuta della pandemia, quando le competizioni calcistiche furono bloccate. La Juventus chiedeva l’annullamento del lodo arbitrale con il quale Gianroberto Villa, Roberto Sacchi e Leandro Cantamessa avevano sentenziato che la società dovesse pagare CR7 al lordo, e non al netto, le mensilità di stipendio non ricevute a causa della “manovra stipendi”. Il club chiedeva l’annullamento della decisione, e dunque la restituzione della differenza da parte di Ronaldo, per un importo pari appunto a circa 9,8 milioni di euro.

No alle richieste della Juve: cosa succede ora

Lunedì 19 gennaio il giudice del lavoro di Torino ha respinto il ricorso della Juve e convalidato il lodo arbitrale. Oltre al niet alla richiesta avanzata, ora il club bianconero dovrà risarcire anche le relative spese legali, per un valore di circa 50 mila euro. In ogni caso, spiega l’Ansa, questa decisione non peserà sul bilancio attuale della società della Continassa, anche perché le cifre in ballo si riferiscono a quasi due anni fa, all’aprile del 2024. Resta il fatto che negli uffici della Juve si starebbe ora valutando di procedere nella battaglia legale, facendo appello contro la decisione del giudice del lavoro.

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