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L’addio a Valentino del suo imitatore, Dario Ballantini e l’incontro disastroso con lo stilista

19 Gennaio 2026 - 20:24 Alba Romano
L'imitazione dello stilista fu una vera e propria svolta professionale per l'imitatore, ma il rapporto con il vero Garavani è stato altalenante: il racconto

«L’unica volta che ci siamo trovati faccia a faccia fu alla prima romana del film di Gabriele Muccino con Will Smith “La ricerca della felicità” e, ironia della sorte, io ero travestito e truccato da Valentino Rossi, il campione di motociclismo». A parlare è l’imitatore e attore Dario Ballantini, in ricordo dello stilista Valentino Garavani, morto oggi 19 gennaio all’età di 93 anni, che per decenni lo ha interpretato su Striscia la notizia. In quell’occasione, racconta all’Adnkronos, Valentino gli diede «una pacca sulla spalla» e «mi disse “Ciao caro”, che era la frase che io gli facevo pronunciare in continuazione».

La svolta professionale con l’imitazione di Valentino

Per Ballantini, l’imitazione di Valentino ha rappresentato una vera svolta professionale. «Gli devo tutto. Quando iniziai a lavorare, le mie imitazioni tv, per i primi 15 anni, non funzionavano molto. Dopo un po’ che lavoravo a “Striscia” decidemmo allora di puntare su una imitazione di caratura internazionale che non fosse chiusa nello studio ma che andasse in giro. Scegliemmo Valentino e con lui nacque un nuovo tipo di televisione: il personaggio di fama mondiale, la presa in giro della moda, che non era ancora mai stata fatta. Questi ingredienti, uniti alla vis comica che ci ho messo io, sono stati la chiave per un successo durato 40 anni», spiega.

Quella volta che Calvin Klein lo scambio per il vero Valentino

Ballantini racconta che i rapporti con la maison sono stati altalenanti. «All’inizio buoni, ci diedero anche i primi abiti. Poi si infastidirono un po’. Poi finirono per apprezzare molto. Lui disse anche che in abiti civili un po’ assomigliavo a lui da giovane», racconta. Intervistato da Chiara Maffioletti del Corriere della Sera, l’imitatore ricorda che in alcune occasioni il suo essere Valentino è stato preso sul serio: «Calvin Klein, era venuto proprio a salutarmi. Ma la più clamorosa è stata un’attrice di Bollywood che, a Cannes, volle fare un servizio fotografico con me. Non siamo riusciti a farle credere che io non fossi lui e quindi si è portata a casa, in India, una serie di scatti con me, il finto Valentino, spacciandolo per quello vero».

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