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L’addio a Valentino dell’allievo Pierpaolo Piccioli, le lezioni e il ricordo privatissimo: «Accetto la tua assenza, non la tua morte: cosa mi hai insegnato»

19 Gennaio 2026 - 23:24 Giulia Norvegno
Valentino e Pierpaolo Piccioli
Valentino e Pierpaolo Piccioli
Oggi direttore creativo di Balanciaga, lo stilista è stato per 25 anni alla guida della maison. Gli aneddoti e le immagini che riempiono il suo lungo post. La lezione più preziosa ricevuta dal suo maestro

Pierpaolo Piccioli è stato per 25 anni direttore creativo di Valentino. Oggi passato a Balenciaga, lo stilista ha scritto un lungo post di addio per l’ultimo imperatore della moda, scomparso il 19 gennaio a 93 anni. Un messaggio pubblicato su Instagram che è molto più di un semplice omaggio: è un racconto intimo del rapporto tra maestro e allievo, un viaggio attraverso ricordi e insegnamenti che hanno segnato profondamente la carriera di Piccioli. «Quindi hai deciso che era ora. Posso accettare la tua assenza, ma mai la tua morte», inizia lo stilista. «La memoria, il ricordo e l’amore rimangono con noi per sempre, e credo che sia così che non abbandoniamo mai veramente chi amiamo».

La bellezza come difesa: gli insegnamenti del maestro

Nel suo messaggio, Piccioli descrive Valentino con parole che ne rivelano l’essenza artistica e umana. Parla di un ordine immacolato dietro cui si celava una leggerezza inaspettata, una brillantezza quasi innocente, come se ogni idea fosse sempre la prima e la meraviglia non svanisse mai. «Per te la bellezza non è mai stata un lusso né un ornamento: era una forma di difesa, un luogo di sicurezza, l’unico possibile», scrive lo stilista, che ha collaborato con la maison fino a marzo 2024. Valentino è stato per lui un mentore senza leggio: «Mi hai insegnato che la moda è gioia, anche se profondamente seria».

I ricordi dell’allievo

Il post si riempie di aneddoti e immagini che appartengono ormai alla memoria collettiva della moda. Piccioli ricorda l’infinita pazienza con cui Valentino rispondeva alle sue innumerevoli domande durante le prove, naturalmente sempre impeccabile nell’aspetto. Passano davanti ai suoi occhi Farah Diba che lascia la Persia, Studio 54, Bianca Jagger a cavallo, la casa di Halston e Nan Kempner.

«Ho assistito a tutto ciò che vive nell’immaginario collettivo della moda attraverso i tuoi occhi e le tue storie». E poi le infinite discussioni su Sanremo, sul perché le scarpe di pelle non stanno mai bene con un vestito in chiffon. «Mi hai insegnato così tante cose. Soprattutto, a non dubitare mai di me o delle mie idee. E anche i fiocchi, sì: tu mi hai insegnato a disegnare i fiocchi più belli del mondo».

La dedica al rapporto con Giammetti

Piccioli dedica un pensiero anche al legame tra Valentino e Giancarlo Giammetti, definendo il loro amore uno scudo contro la durezza del mondo e il dono più prezioso che si possa desiderare. Lo stilista conclude promettendo di salutare il maestro con gratitudine composta e un po’ di imperfezione, perché anche questo gli è stato insegnato: che la precisione assoluta senza umanità non lascia traccia, mentre un errore plasmato con intelligenza può diventare stile. «Hai creato un’eternità, un luogo fatto di sogno e bellezza. Lì la morte non esiste, perché non è necessaria. È un posto che rimarrà per me, per tutti, per sempre».