ll Tar annulla Bologna Città 30. Il sindaco Lepore: «Serve per salvare vite»

Per il Tar dell’Emilia-Romagna il provvedimento «Bologna Città 30», che ha esteso a tutta la città il limite di velocità di 30 chilometri orari, «non è legittimo». Secondo i giudici i divieti «vanno dettagliati strada per strada». Ma il Comune non ci sta: il sindaco Matteo Lepore ha già annunciato che la misura «va avanti perché serve a salvare vite». Oggi, mercoledì 21 gennaio, in conferenza stampa, annuncerà i provvedimenti amministrativi necessari per bypassare il Tar.
I numeri di «Bologna Città 30»
Il provvedimento, dopo sei mesi di sperimentazione, è entrato in vigore due anni fa, a gennaio 2024. Nel primo anno, Bologna è stata l’unica Città metropolitana italiana senza pedoni morti in strada. Nel complesso si è registrato un calo del 50%. Ma sono in calo anche tutti gli altri indicatori: il numero complessivo degli incidenti e quello coi feriti. Il principio che sta alla base di «Città 30» è quello di ribaltare il principio del codice della strada che prevede che nei centri urbani il limite sia di 50, ad eccezione delle strade dove si prevede espressamente il divieto di 30. A Bologna da due anni il limite è ovunque di 30, ad eccezione di alcune strade (tipo i viali di circonvallazione) dove rimane a 50.
Cosa cambia ora?
A Bologna si tornerebbe dunque al limite dei 50 km/h. Una vittoria per Fratelli d’Italia, che ha appoggiato il ricorso dei tassisti al Tar: secondo questi ultimi, la «Città 30» avrebbe ridotto il numero delle corse e, di conseguenza, i loro guadagni. Ma esulta anche il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, tra i più aspri contestatori del modello di «città 30» adottato a Bologna e poi anche da Milano e Roma. I giudici hanno di fatto accolto la sua interpretazione secondo cui non si può applicare un divieto generalizzato, ma bisogna dettagliarlo strada per strada, sulla base di parametri oggettivi, ovvero un alto passaggio pedonale, la vicinanza alle scuole, marciapiedi non adeguati.
Per il Comune non cambierà niente
Secondo il Comune di Bologna, però, nella sostanza dei fatti non cambierà niente: «La sentenza del Tar – dice Lepore – pone questioni burocratiche sugli atti alle quali siamo pronti a rispondere, ma conferma una cosa importante: la funzione pianificatoria del Comune sui limiti di velocità. La “Città 30” quindi andrà avanti. Le vittime della strada e i loro familiari ce lo chiedono e noi siamo con loro, con l’obiettivo che abbiamo sempre avuto e rivendicato: salvare vite sulla strada, ridurre e prevenire gli incidenti e in questi due anni abbiamo dimostrato che è possibile».
Foto copertina: Jan van der Wolf/Pexels
