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«Mi ha parlato di suo marito in Iran…». Bianca Balti in lacrime: il racconto shock sulle proteste – Il video

22 Gennaio 2026 - 14:37 Giulia Norvegno
La modella ha raccolto il racconto della segretaria del suo oculista a Los Angeles, il cui marito si trova ancora in Iran. La testimonianza delle violenze sui manifestanti e gli orrori su chi arriva ferito in ospedale

Dopo una chiacchierata con la segretaria iraniana del suo oculista a Los Angeles, Bianca Balti si è seduta sulle scale fuori dallo studio medico e ha registrato un video visibilmente commossa per raccontare quello che aveva appena ascoltato sulla situazione in Iran. La donna le ha descritto cosa sta vivendo il marito a Teheran: «Se scendi in strada ti sparano, se finisci all’ospedale ferito vengono a ucciderti lì». La segretaria non immaginava che la modella avesse profili seguiti da milioni di follower. Così la modella ha trasformato quella conversazione privata in un appello per sensibilizzare tutti i suoi fan.

La violenza sistematica contro i manifestanti

«È incredibile quello che sta succedendo», dice la modella, che parla di come i manifestanti che scendono in strada vengono colpiti con armi da fuoco. E se qualcuno riesce a raggiungere un ospedale ferito, difficilmente ne esce vivo, perché spesso i manifestanti vengono rintracciati e uccisi. «Questo è quello che sta accadendo in quel Paese in questo momento, è straziante, è importante dare voce e raccontarlo», sottolinea Balti.

Il video in persiano di Giulia Salemi e la solidarietà dall’Italia

Nelle sue storie, Balti ha rilanciato anche il messaggio di Giulia Salemi e Pegam Moshir Pour, entrambe italo-iraniane, che in persiano si sono rivolte idealmente ai manifestanti: «Conosciamo il cuore e la cultura dell’Iran. In Italia parliamo di voi. Le vostre proteste e il vostro coraggio sono una rivoluzione e un grido contro il governo per un cambiamento profondo». Il video si conclude con lo slogan diventato simbolo delle proteste: «Donna vita libertà», ribadendo che l’Italia «ascolta, comprende e non dimentica».