Arrestato Ryan Wedding, chi è l’ex snowboarder olimpico diventato boss del narcotraffico: «Tra i 10 criminali più ricercati al mondo»

La fuga di El Jefe è finita. L’Fbi ha annunciato di aver arrestato Ryan Wedding, il trafficante canadese entrato di recente nella lista dei dieci criminali più ricercati al mondo, con una taglia da 15 milioni di dollari. La storia di Wedding è una di quelle che sembrano uscite da un film. Cresciuto in una famiglia senza ombre, nel 2002 aveva raggiunto il punto più alto della sua carriera atletica partecipando alle Olimpiadi invernali di Salt Lake City come membro della squadra canadese di snowboard.
Come è nato il suo impero della droga
Già due anni dopo, infatti, Wedding è stato arrestato più volte per alcuni reati legati alla droga. Durante la detenzione, Wedding entra in contatto con un colombiano. E una volta tornato in libertà, nel 2011, quel legame si traduce in un vero e proprio impero criminale perché nasce una rete per l’importazione di cocaina attraverso Stati Uniti e Messico. In quel periodo, Wedding stringe alleanze con un ex ufficiale della sicurezza messicana, consolida rapporti con i cartelli e si affida a un avvocato incaricato di risolvere problemi legali e aggirare la giustizia.
La caccia a Ryan Wedding
Secondo quanto riportato dal New York Times, El Jefe è stato anche responsabile dell’eliminazione di un testimone fondamentale in Colombia. Per individuarlo avrebbe utilizzato una rete di informatori, ricompensati con denaro e favori. Quel delitto ha segnato un punto di svolta. L’Fbi ha intensificato la caccia aumentando la ricompensa e pubblicando un dossier dettagliato sui contatti del boss, compresi i riciclatori in Europa e i canali finanziari utilizzati per ripulire il denaro.
Secondo i federali, una parte dei proventi veniva reinvestita attraverso la vendita di auto di lusso in concessionari apparentemente regolari. Un contributo decisivo alle indagini è stato sicuramente Andrew Clark, ex uomo di fiducia di Wedding, arrestato in Messico nel 2024 ed estradato negli Stati Uniti. Il pentito ha scelto di collaborare con la giustizia, fornendo informazioni cruciali sull’organizzazione e sui suoi meccanismi interni. Nei messi, mentre la pressione delle autorità aumentava, in Messico sono state sequestrate decine di moto, anche di campioni come Valentino Rossi e Marc Márquez, riconducibili al patrimonio del boss ed è stata diffusa una sua immagine recente.
