«Mi prendo il mondo». Così i ragazzi si preparano a Parma Capitale europea dei giovani 2027

Da Parma – Da quando nel 2024 Parma si è aggiudicata il titolo di Capitale europea dei giovani 2027, il dossier non è rimasto sulla carta. Anzi. A distanza di due anni dalla vittoria, la città emiliana ha iniziato a tradurre in pratica le promesse contenute in quelle pagine, coinvolgendo centinaia di ragazze e ragazzi. Il cammino verso il 2027 entra ora in una fase più esplicita e riconoscibile, scandita da iniziative che mirano a rendere visibile il lavoro fin qui svolto. Una di queste porta un nome che è già una dichiarazione d’intenti: “Mi prendo il mondo”.
Lavori in corso
Dal 22 al 25 gennaio, il Paganini Congressi di Parma ospita una quattro giorni di incontri pensati e costruiti dai giovani. Il palinsesto è ampio, trasversale, e restituisce l’immagine di una generazione che non intende farsi rinchiudere in un solo tema o in una sola etichetta. Ambiente e sostenibilità, conflitti e geopolitica, diritti e parità di genere, salute mentale e fragilità, lavoro e imprenditoria, intelligenza artificiale e scenari futuri, migrazioni, sport, cultura, giornalismo. Una mappa del presente, più che un semplice calendario di eventi. Oggi, 24 gennaio, c’è stato spazio anche per un momento di restituzione istituzionale. Le varie anime della città, dalla giunta agli studenti universitari fino al Consiglio locale giovani, hanno fatto il punto su quanto realizzato finora e su ciò che resta da costruire. La rotta per il 2026 è tracciata in una serie di eventi aperti ai giovani e alla cittadinanza. Ad assistere e partecipare dal pubblico presenti centinaia di studenti e studentesse, sia delle superiori che delle università.
L’assessora Aimi a Open: «Non ci siamo fermati un giorno»
«Da quando abbiamo vinto il titolo non ci siamo fermati un giorno», spiega a Open l’assessora alla Comunità giovanile, Beatrice Aimi, presente all’evento. «Nel primo anno abbiamo lavorato alla costruzione dell’infrastruttura del progetto, compresa la governance. Nel 2026 metteremo a terra tutte le progettualità avviate attraverso le call che stiamo chiudendo, mentre il 2027 sarà l’anno della piena realizzazione». L’obiettivo di questa edizione di “Mi prendo il mondo”, chiarisce l’assessora, è anche comunicativo. «Volevamo iniziare a restituire alla città una maggiore concretezza rispetto a ciò che sarà il percorso di Capitale europea dei giovani», spiega.
Il titolo Capitale europea dei giovani, conferito dallo European Youth Forum, nasce proprio con l’intento di valorizzare il protagonismo giovanile, stimolare la partecipazione e restituire e ricostituire gli spazi nelle città. Ogni anno una nuova capitale porta sul tavolo le proprie idee e sperimenta politiche capaci di dare voce alle nuove generazioni. Parma ha conquistato il 2027 grazie a un dossier che l’ha vista emergere come unica città italiana tra le cinque finaliste, superando Chișinău, Fuenlabrada, Málaga e Skopje.
I rappresentanti delle altre Capitali
A “Mi prendo il mondo” i giovani di Parma ci hanno messo la faccia. Ma non solo loro. Il respiro è stato apertamente internazionale, con la presenza di rappresentanti delle città che in questi anni hanno detenuto (o stanno per detenere) il titolo di Capitale europea dei giovani. Lublino (Polonia) nel 2023, Gent (Belgio) nel 2024, poi la nomina di potentissimo valore simbolico di Leopolo (Ucraina) nel 2025. Ora, nel 2026, gli occhi sono puntati sulla norvegese Tromsø. Ma il testimone è pronto a viaggiare ancora e sta per arrivare a Parma. Tutte città diversissime, accomunate da sfide enormi. La giovane rappresentante di Tromsø ha raccontato come la città sia «la più giovane della Norvegia, contando quasi il 50% degli abitanti sotto i 35 anni e ospitando 140 nazionalità diverse». Leopoli, entrata in corsa solo tre giorni prima dell’invasione russa, è diventata un hub umanitario per l’Ucraina occidentale. In risposta alla guerra, il Comune e la rete di spazi giovanili hanno ripensato il programma, adattandolo alle esigenze di una generazione che sta crescendo nel conflitto. L’unico rappresentante assente a Parma, non a caso, è stato proprio quello di Leopoli, rimasto bloccato ai confini.
«L’ascensore sociale si è rotto»
«Opportunità ed equità intergenerazionale». Sono queste, secondo l’assessora Aimi, le due «parole chiave» che tengono insieme l’intero percorso. «I giovani oggi hanno meno opportunità, anche perché l’ascensore sociale si è rotto e l’autonomia lavorativa e abitativa è sempre più difficile da raggiungere. Serve investire su questo, ma anche sul dialogo tra generazioni, perché il divario cresce insieme alla velocità dei cambiamenti sociali».
Le tappe dei progetti del 2026
Il calendario di quest’anno per restituire alla città quali progetti l’amministrazione sta mettendo in campo per tenere la promessa del 2027, non si ferma qui. “Mi prendo il mondo” fa da apripista ad altri appuntamenti tra marzo e aprile, fino ad arrivare, dal 6 al 22 maggio, al Festival dello sviluppo sostenibile, in collaborazione con Asvis. La strada verso il 2027 è ancora lunga, ma le tappe sono già tracciate.

