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Trump minaccia il Canada: «Dazi del 100% se apre le porte alla Cina». L’intesa sulle auto elettriche e il discorso di Carney a Davos: cos’è successo

24 Gennaio 2026 - 18:45 Simone Disegni
Trump Carney
Trump Carney
«La Cina divorerà il Canada, lo annienterà», prevede il presidente Usa dopo la firma della partnership strategica Ottawa-Pechino

Un dazio alla settimana toglie il medico di torno. O almeno una minaccia. Sabato scorso Donald Trump annunciava l’intenzione di imporre nuove tariffe del 10% sui beni esportati da Francia, Regno Unito, Germania, Olanda, Danimarca, Norvegia, Svezia e Finlandia. Ovvero i Paesi «rei» di difendere a spada tratta la Groenlandia, pure inviandovi soldati. Progetto poi messo da parte dopo il «compromesso» trovato a Davos col segretario generale della Nato Mark Rutte sulla protezione dell’Artico. Ma nel frattempo proprio sui monti svizzeri Trump sembra aver individuato il suo «miglior nemico»: Mark Carney, il premier canadese che a Davos ha sferzato la platea invitando ad aprire gli occhi sulla fine dell’ordine internazionale basato sulle regole e l’urgenza per le «medie potenze» di agire insieme contro il pericolo di un mondo dominato dalla competizione tra grandi potenze. Il presidente Usa deve aver preso malissimo quelle parole, e gli applausi scroscianti, quasi liberatori, seguiti. Dopo il ritorno negli Usa ha prima dileggiato Carney. Poi, sabato, ha minacciato direttamente lui e il suo Canada. Come? Evocando la possibilità di colpirlo con nuovi dazi, ovviamente. Del 100%.

La minaccia di Trump al Canada

«Se il governatore Carney pensa di poter trasformare il Canada in un “porto di transito” per le merci cinesi destinate agli Stati Uniti, si sbaglia di grosso», ha scritto Trump su Truth, degradando implicitamente l’ex banchiere centrale a “governatore”, come quelli degli Stati Usa. «La Cina divorerà il Canada, lo annienterà completamente, distruggendo le sue imprese, il suo tessuto sociale e il suo stile di vita. Se il Canada stringerà un accordo con la Cina, subirà immediatamente dazi del 100% su tutte le merci e i prodotti canadesi importati negli Stati Uniti», minaccia Trump. Il riferimento, o la scusa, dietro il nuovo attacco sta nella partnership strategica che Canada e Cina hanno firmato la scorsa settimana a seguito di una missione di Carney a Pechino. Contro cui media vicini alla Casa Bianca ora puntano il dito.

Cosa prevede l’intesa Canada-Cina

Premesso che in un mondo «sempre più diviso e incerto», il governo canadese «lavora con urgenza e determinazione a diversificare le sue partnership commerciali e a catalizzare livelli massicci di nuovi investimenti», la dichiarazione di pochi giorni fa afferma esplicitamente che «quale seconda economia del pianeta, la Cina presenta enormi opportunità per il Canada». In questo contesto, l’intesa strategica Ottawa-Pechino si concentra su tre settori: energia, commercio e agroalimentare. Ma il piatto forte, e quello che sembra aver fatto perdere le staffe agli Stati Uniti, riguarda le auto elettriche. Col nuovo partenariato, Carney si è infatti impegnato ad aprire le porte del Canada a 49mila veicoli elettici di fabbricazione cinese, alla tariffa doganale «agevolata» del 6,1%. Un modo secondo Ottawa per creare joint ventures industriali e posti di lavoro e far scendere i prezzi delle auto elettriche, pur senza danneggiare più di tanto i costruttori canadesi (quel numero di veicoli si stima equivalga a meno del 3% delle nuove immatricolazioni). In cambio, la Cina dovrebbe abbassare i suoi dazi su una serie di prodotti agroalimentari canadesi, in particolare la colza. E i due Paesi si ripromettono di rafforzare i legami bilaterali pure sul piano culturale e su quello della sicurezza e dell’intelligence, anche nella lotta al narcotraffico, al cyber-crime e al riciclaggio di denaro.

In copertina: Donald Trump riceve Mark Carney alla Casa Bianca – Washington, 6 maggio 2025 (Ansa/Epa – Francis Chung)

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