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Pellegrini posta la foto della figlia monitorata a letto: «Il resto è rumore di fondo». E Giunta ribadisce: «Mi esporrò per la tutela dei bimbi»

26 Gennaio 2026 - 12:59 Alba Romano
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La storia su Instagram dei due sportivi arriva a pochi giorni dallo sfogo dell'allenatore contro i genitori «irresponsabili, pezzi di m***a» che mandano all’asilo i figli nonostante i primi sintomi influenzali

«Tutto il resto è rumore di fondo». E una foto della figlia, Matilde, monitorata con uno strumento medico. È l’ultima storia pubblicata su Instagram da Federica Pellegrini dopo lo sfogo del marito, Matteo Giunta, contro i genitori «irresponsabili, pezzi di m***a» che mandano all’asilo i figli nonostante i primi sintomi influenzali. E dopo le polemiche dei giorni scorsi, seguite da un chiarimento in un’intervista al Corriere della Sera, anche l’allenatore e preparatore atletico è tornato a parlare sui social.

«Volevo ringraziare di cuore tutte le persone che mi hanno scritto e mostrato vicinanza in questi giorni. Mi dispiace non riuscire a rispondere a tutti, ma i vostri messaggi sono stati davvero preziosi. Se ne avrò la possibilità e le capacità, cercherò di espormi affinché la tutela di bambini, genitori e maestre possa concretamente migliorare», scrive Giunta.

Il post contro i genitori «irresponsabili»

L’intervento dello sportivo, caratterizzato da toni molto duri contro chi, con simili comportamenti, mette a rischio anche bambini sani e le loro famiglie, aveva alimentato numerose polemiche e acceso un ampio dibattito sul web. Il post, diventato virale in breve tempo, nasceva da una situazione personale di forte tensione: la figlia Matilde era stata ricoverata più volte nel giro di pochi giorni per convulsioni febbrili e complicazioni respiratorie, mentre Federica Pellegrini, incinta, aveva deciso di sospendere tutti gli impegni per starle accanto.

In seguito Giunta ha precisato di «non rinnegare il senso del messaggio», pur ammettendo che oggi «eviterebbe l’insulto». Alla base della sua protesta, ha spiegato l’allenatore, c’è un problema diffuso, confermato anche da educatrici e insegnanti, ovvero bambini portati a scuola nonostante febbre o sintomi influenzali, con ripercussioni su compagni, famiglie e personale.

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