La Rai non vuole più casi Olly: chi non vuole andare all’Eurovision deve dirlo subito

L’Eurovision Song Contest non smuove le acque come il Festival di Sanremo, ma rappresenta comunque una vetrina importante. E più è più prestigiosa la vetrina più attrae l’attenzione del pubblico. Ma anche la preoccupazione della Rai. Il tema riguarda il rappresentante per l’Italia da mandare. Fino allo scorso anno il problema non era davvero un problema, chi vinceva Sanremo andava dritto all’Eurovision, e quando nel 2016 gli Stadio hanno rinunciato lasciando campo libero a Francesca Michielin, nessuno ci fece granché caso, anche perché l’ESCmania non era ancora scoppiata. L’anno scorso invece, quando Olly ha rifiutato la partecipazione, ufficialmente perché non voleva rimandare un paio di date del tour, la Rai ha evidentemente accusato il colpo, tanto che quest’anno, a domanda diretta, il vicedirettore del Prime Time Claudio Fasulo non ha nascosto che si stanno preparando per evitare, citiamo, «di sentirci in imbarazzo la domenica mattina», ovvero il giorno seguente alla finale del Festival.
Sondaggio tra i cantanti
Forse la paura ha cominciato a serpeggiare nei corridoi di Viale Mazzini dopo la conferenza stampa pre-Festival rilasciata da Levante, che ha annunciato che in caso di vittoria si rifiuterebbe di partecipare a uno show in cui è prevista anche la presenza di Israele. «È una manifestazione molto più politicizzata di quanto si pensi – ha dichiarato la cantautrice siciliana – e, siccome di mezzo c’è un Paese che negli ultimi tempi ha creato drammi giganteschi e un genocidio in atto, non si può fare finta di niente. Non l’ho mai fatto. Non ce la faccio ad andare a “casa del ladro”». Così Fasulo ha ammesso che già in questi giorni, in maniera informale, la Rai ha svolto una sorta di sondaggio con artisti e relativi team ed etichette per capire se, oltre Levante, qualcuno abbia già le idee chiare sulla sua eventuale non partecipazione alla competizione europea. «Rispettabile la decisione di Levante – ha detto alla platea di giornalisti – ma sembra che ci siano molti intenzionati a partecipare». Ma questo è solo un primo sondaggio, ce ne sarà, spiega ancora il dirigente Rai, un altro durante il Festival, in particolare, immaginiamo, con chi rischia la vittoria.
L’eventuale partecipazione della Palestina
Spagna, Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia e Islanda hanno già annunciato che non parteciperanno alla competizione, quest’anno di base a Vienna, proprio per la presenza di Israele. Circola una proposta, ancora silente, di eliminare Israele e far occupare quello slot alla Palestina. La Rai, che ha già confermato la propria adesione alla competizione sulla questione, seppur in maniera vagamente generica e democristiana, si è espressa, così oggi Fasulo ha ribadito: «La Rai ha chiesto di non chiudere gli occhi, l’abbiamo detto quando c’è stata la richiesta e questa è la nostra posizione».
