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Omicidio Pretti, la foto alterata per accusarlo di essere armato

27 Gennaio 2026 - 10:56 David Puente
Non si tratta di un vero scatto fotografico, ma di un fotogramma modificato dall'Intelligenza Artificiale

Dopo l’uccisione di Alex Pretti, avvenuta durante un intervento dell’ICE, circola online un’immagine presentata come la prova che l’uomo fosse armato o che avesse una fondina in mano al momento degli spari. Una rappresentazione che evoca la presunta legittima difesa degli agenti e viene usata per giustificare l’uso della forza. L’immagine, tuttavia, non è una fotografia autentica, in quanto alterata con l’Intelligenza Artificiale.

Per chi ha fretta

  • L’immagine mostrata come prova è stata generata dall’AI.
  • L’immagine è stata generata partendo da un fotogramma del video dell’omicidio.
  • Il momento mostrato nel fotogramma è successivo al primo colpo sparato dagli agenti dell’ICE.
  • Pretti risultava disarmato nel momento in cui hanno iniziato a sparare contro di lui.

Analisi

A diffondere la narrazione della fondina è il giornalista Cesare Sacchetti, attraverso i canali della pagina Facebook La Cruna dell’Ago, già nota per la diffusione di bufale e teorie del complotto. Nel post della pagina leggiamo:

Alex Pretti esce di casa con una Sig Sauer, cerca lo scontro con l’ICE, mette mano alla fondina e NON cerca di tirare fuori un telefono cellulare come hanno affermato alcuni ciarlatani dem su X. Alex Pretti non era un buon samaritano. È uscito di casa armato per eseguire una provocazione contro gli agenti dell’ICE. Alex Pretti era un criminale.

Nel post di “Pagina Ribelle” leggiamo:

Finalmente siamo riusciti ad ottenere una immagine chiara dell’oggetto che Alex Pretti ha afferratto prima di essere neutralizzato dagli agenti del DHS, Department of Homeland. Secondo noi si tratta della fondina della pistola che per fortuna un agente gli aveva appena sottratto, ma probabilmente Pretti non se ne era reso conto.

L’origine dell’immagine

A diffonderla è stato in particolare Tony Thomas, condividendola come risposta critica al post X della Procuratrice generale degli Stati Uniti d’America, Pamela Bondi, e a quello del Segretario della Guerra, Pete Hegseth.

Non è una vera fotografia

Non si tratta di una vera fotografia. L’immagine presenta diversi errori tipici dell’AI, come ad esempio l’assenza della testa di uno degli agenti dell’ICE, l’assenza dei distintivi nelle loro “divise” e la presenza di uno strano oggetto a terra che sembra un mix tra una telecamera e un fucile.

L’errore più evidente riguarda però la mano di Pretti, dove l’IA ha generato un pollice anomalo, doppio o allungato, alterando anche la forma dell’oggetto che tiene.

Come è stata generata

Non si tratta dell’unica immagine di questo tipo che circola online. Ce ne sono diverse, tutte alterate dall’Intelligenza Artificiale, con ulteriori errori. Nel seguente confronto, notiamo come l’AI abbia alterato alcuni elementi, per poi aggiungerne o toglierne altri.

L’origine è un fotogramma del video che testimonia l’omicidio da parte degli agenti dell’ICE.

Un fotogramma che, di fatto, è successivo al primo colpo sparato dagli agenti dell’ICE, come facilmente confermato dal rumore dello sparo che si sente in precedenza.

Come verificato dalle immagini video riprese da diverse angolazioni, Pretti era disarmato al momento del primo colpo e non aveva modo di usare un’arma.

Che cosa aveva in mano?

Pretti era occupato a proteggere una donna vittima delle violenze dell’ICE. Dai fotogrammi del video, si potrebbe supporre che avesse in mano lo stesso cellulare con il quale stava riprendendo gli agenti.

Conclusioni

L’immagine che circola online, usata per dimostrare che Pretti tenesse in mano una pistola o una fondina, è stata generata dall’AI partendo da un fotogramma del video dell’omicidio. Di fatto, quel fotogramma è successivo al primo colpo inferto contro l’uomo.

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