Giorgia Meloni contro Vannacci: «Se Salvini non se ne occupa lo facciamo noi»

«Se Salvini non se ne occupa, saremo costretti a occuparcene noi». Con questa frase rivolta al suo partito Giorgia Meloni ha puntato il dito su Roberto Vannacci. E sul pericolo che l’ex generale possa influire sulle elezioni politiche. Il militare in pensione ha depositato il marchio Futuro Nazionale. E aveva deciso che domenica primo febbraio avrebbe lanciato il suo partito. Ma per ora è tutto in standby. Perché nel frattempo è arrivata la chiamata del Capitano. E l’operazione si è bloccata in attesa di un incontro tra i due. Ma se la premier è lieta dell’attrazione tra Azione e Forza Italia perché così spodesterebbe il Campo Largo, un’iniziativa a destra la vede come il fumo negli occhi.
Meloni, Salvini e Vannacci
E incolpa il leader della Lega per l’inazione sul suo vicesegretario ed europarlamentare da mezzo milione di preferenze. Il simbolo del nuovo soggetto di Vannacci del resto sarà una specie di fiamma tricolore con il nome con caratteri in stile Ventennio. L’operazione partito – una sorta di Afd italiana, ultradestra senza compromessi, non come la Lega o come FdI, il sottinteso — è in rodaggio da tempo, dice oggi Repubblica. Ci sono l’associazione Mondo al contrario, il centro studi Rinascimento nazionale e i contatti con altre realtà. Come quella con Indipendenza di Gianni Alemanno o con Caio Mussolini, anche lui vicino al mondo dei paracadutisti.
5 per cento
«Lo spazio iniziale è del 5 per cento», assicura Roberto Jonghi Lavarini, il “Barone nero”, storico esponente della destra radicale lombarda, un passato tra Msi, An, Lega e FdI. Per questo, spiega il Foglio, dalle parti di Meloni c’è paura. Soprattutto, la premier pensa che Salvini sia «inadatto» a negoziare con Vannacci. La tattica di ignorarlo non la convince. Anche se secondo il Capitano se Vannacci «abbandona la Lega rischia di rifare l’ApE di Domenico Comino», l’ex ministro del primo governo Berlusconi.
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Edoardo Ziello, deputato vicino all’ex generale, dice che l’incontro tra i due è previsto per il fine settimana. Poi attacca: «Gli italiani sanno chi è Vannacci. Lui è coerente. Ma la Lega cosa sta diventando? Mi chiedo: la linea è quella di Zaia, della Pascale o è quella di Salvini, che la pensava un tempo come Vannacci? In un partito si può fare tutto: abbiamo cambiato linea più volte, ma un segretario ha il dovere di spiegare qual è adesso la rotta».
Futuro Nazionale
E sul partito Futuro Nazionale dice: «Al momento siamo qui. L’idea che Vannacci si possa fermare non esiste. E’ uno che ha fatto la guerra, andrà avanti come un panzer». FdI è preoccupata di Salvini negoziatore, “inadatto”: «Siamo sicuri che Salvini sia il migliore a parlarci?». Ma soprattutto: se Vannacci dovesse uscire della Lega, Salvini è nelle condizioni di poter dire: «Non voglio Vannacci in coalizione?». Anche perché, è il ragionamento di FdI, Vannacci avrebbe come obiettivo far perdere il governo di destra, un governo pro Ucraina e favorire il disordine che piace a Putin. In più Vannacci esclude la possibilità di avere Calenda. Con una sola mossa il centrodestra perderebbe un due per cento di Vannacci e un tre per cento di Calenda, conclude il quotidiano.
