Niscemi, il documento che già nel 2022 parlava della frana in corso (quando Musumeci era governatore)

Che gli allarmi a Niscemi, il comune siciliano che rischia di sprofondare totalmente a valle nella piana di Gela, fossero noti lo si è detto più volte nel corso di questi giorni. Il pericolo pare fosse noto dal XVIII secolo, certamente ci fu un alert, a cui ha fatto riferimento anche Giorgia Meloni nel corso della sua visita, nel 1997. Ieri, 27 gennaio, nel corso dell’Assemblea del parlamento siciliano, però, Ismaele La Vardera ha citato un atto molto più specifico che era stato messo agli atti della Regione nel 2022 e che fa riferimento a sopralluoghi molto specifici fatti un anno prima, nel 2021, proprio su richiesta del comune di NIscemi. Ovvero nel periodo in cui l’attuale ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, governava la Regione che ha poi continuato a supervisionare dal suo nuovo dicastero, ma senza avviare particolari azioni di tutela, né nel primo né nel secondo incarico.
ll Piano per l’assetto idrogeologico
Il Pai, piano per l’assetto idrogeologico, è una valutazione della situazione idrogeologica elaborata per tutte le zone a rischio e si concentra, nel caso di questo atto in particolare, sulle sole aree interessate al dissesto, cioè, per capirci solo a frane effettivamente in corso al momento del sopralluogo da parte dei tecnici della Regione accompagnati da quelli del comune. Proprio per questo, l’atto colpisce per la sua specificità, visto che è stato redatto quattro anni fa ma, allo stesso tempo, è molto preciso nel parlare di uno scivolamento già in atto nell’area che è poi crollata dal 25 gennaio in avanti.
Il sopralluogo del 2021
I tecnici che fecero il sopralluogo nel 2021 notarono l’avanzamento della frana sul fronte occidentale. «Si è constatato che le aree in dissesto – si legge nel documento – sono ubicate lungo il versante occidentale della collina di NIscemi, caratterizzato da processi morfogentici intensi che danno luogo a numerose incisioni alquanto irregolari, lungo le quali si esplicita una forte attività erosiva, condizionata dalle litologie affioranti e dai numerosi salti morfologici». Le aree in dissesto interessano «le due strade provinciali di accesso al centro abitato, la SP 10 e la SP10». La strada provinciale 10 è proprio quella coinvolta dall’enorme frana di questi giorni.
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Il fronte nord ovest
La relazione parla del fatto che il comune ha «segnalato un movimento franoso, verificatosi nel gennaio del 2019 che aveva coinvolto la sede stradale (della Provinciale 12)». E più in generale, dice il documento, «il dissesto viene inserito nell’aggiornamento come frana complessa al quale è associato un livello di pericolosità elevata (P3) e di rischio molto elevato (R4)». Complessivamente la relazione individuò 17 nuovi crolli, tutti nell’area nord ovest, cioè dove il crollo è poi effettivamente avvenuto.
«Leggo esterrefatto l’intervista al ministro Nello Musumeci, sul Corriere della Sera, che afferma testualmente: ‘Il comune di Niscemi nei miei 5 anni non ha sollevato il problema dell’abitato’ – ha commentato La Vardera – Non c’è nulla di più falso e il Pai lo inchioda. In quel documento c’è la sua firma politica».
