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E nella basilica di San Lorenzo in Lucina compare l’angelo con il volto di Giorgia Meloni

31 Gennaio 2026 - 06:43 Alba Romano
basilica san lorenzo lucina angelo volto meloni
basilica san lorenzo lucina angelo volto meloni
Il tutto sarebbe frutto di un restyling non eseguito da restauratori professionali

Non si capisce se sia un miracolo o piaggeria. Ma sopra il busto in marmo di Umberto II di Savoia nella basilica di San Lorenzo in Lucina ci sono due angeli. E uno, dice Repubblica, ha un volto noto. Quello della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Mentre prima c’era un semplice cherubino. Meloni è ritratta «alata, che regge un cartiglio con disegnato lo Stivale. Di fronte a un altro angelo che porge la corona al sovrano in disgrazia». Il tutto sarebbe frutto di un restyling. Che però non è stato eseguito da restauratori professionali.

La rivendicazione

A farlo sarebbe stato Bruno Valentinetti e avrebbe agito nel 2025. Così dice la scritta: «Instauratum et exornatum, Bruno Valentinetti AD MMXXV». Che sarebbe sacrestano e decoratore. Oltre che «volontario che è tutte le mattine in chiesa dalle 8 alle 12», come fanno sapere dalla chiesa. In rete si trova che la decorazione di quella stessa cappella l’avrebbe fatta lui nel 2002. Altrove una restauratrice dice di aver collaborato con lui alla «realizzazione di decorazioni presso la residenza di Macherio di Silvio Berlusconi». C’è anche un Bruno Valentinetti candidato con La Destra Fiamma Tricolore nel primo municipio di Roma. Il parroco, dice Repubblica, non era presente in basilica. Mentre a sorvegliare il restauro doveva essere la soprintendenza.

San Lorenzo in Lucina

Quella di San Lorenzo in Lucina è una piazza storica a Roma. Al numero 26 c’era lo storico studio di Giulio Andreotti. Giulia Bongiorno, l’avvocata che l’ha vittoriosamente difeso a processo, sarebbe una habituée della basilica. Qui c’era la sede di Forza Italia. E adesso anche l’angelo Meloni. «Chiediamo che il Ministro della Cultura Alessandro Giuli attivi immediatamente la Soprintendenza di Roma in merito alla notizia riportata da la Repubblica relativa al restauro della basilica di San Lorenzo in Lucina», afferma in una nota la capogruppo del Pd in commissione cultura della Camera, Irene Manzi. «Quanto emerso non è accettabile. L’ipotesi che un intervento di restauro su un bene tutelato possa aver prodotto un’immagine riconducibile a un volto contemporaneo rappresenta una potenziale e grave violazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio, che vieta alterazioni arbitrarie, personalizzazioni e interventi non strettamente fondati su criteri scientifici e storico-artistici».

La reazione del Pd

«Il patrimonio culturale italiano non può essere piegato a letture improprie né tantomeno trasformato attraverso operazioni che ne compromettano l’autenticità e il valore storico», sottolinea Manzi. «Indipendentemente dal fatto che si tratti del volto di Giorgia Meloni, riteniamo indispensabile un intervento immediato della Soprintendenza, finalizzato ad accertare i fatti, verificare la regolarità degli interventi effettuati e disporre il ripristino. La tutela dei beni culturali è un dovere pubblico e una responsabilità istituzionale che non ammette ambiguità né ritardi».