Il caso della 27enne di OnlyFans ai domiciliari per estorsione: «Ho patteggiato solo per mio figlio». I soldi dai clienti e le accuse: «Mai costretto nessuno»

Una ragazza cam girl di 27 anni, conosciuta su OnlyFans con il nome d’arte «Lori», ha patteggiato una condanna a quattro anni in un’inchiesta della guardia di finanza di Lodi che l’aveva portata ai domiciliari con l’accusa di estorsione nei confronti di una decina di clienti. Nelle conversazioni acquisite agli atti compaiono messaggi come «Ho chiesto un prestito a mio padre per portarti altri soldi. Ti amo, lo faccio solo per te e per tuo figlio» e «Non posso stare senza di te, sei meravigliosa. Vorrei tanto restarti amico», scambi che gli investigatori collocano in un contesto di rapporti virtuali continuativi e di forte coinvolgimento emotivo.
Le accuse
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e riportato dal Corriere della Sera, tra il 2017 e il 2024 la 27enne ha ottenuto circa 130mila euro da uomini con cui intratteneva contatti online quasi quotidiani. Le richieste di soldi, stando all’impianto accusatorio, sarebbero state accompagnate da pressioni e minacce. Nessuna delle presunte vittime ha presentato denuncia, ma per gli investigatori sarebbe legato al timore di conseguenze sul piano familiare o professionale.
La versione della difesa: perché ha scelta il patteggiamento
La 27enne, che vive a Casalpusterlengo, respinge le accuse e definisce tutto «un’ingiustizia». «È stata una scelta processuale suggerita dal mio legale Federica Liparoti. Ero ai domiciliari, non potevo lavorare sulle piattaforme. Allora ho deciso di patteggiare per accelerare i tempi e tornare in libertà. Ho un bambino di nove anni e devo occuparmi di lui». Anche il compagno coetaneo la difende. «Per capire cosa è successo basterebbe leggere le conversazioni. Io le ho lette e minacce non ne ho mai viste», afferma. La 27enne parla di «complotto». «Ho tante chat e videochiamate registrate di nascosto e che dimostrano che non c’era coercizione. Voglio la verità e ho già denunciato chi ha indagato sul mio caso… Chi si rivolge a me non cerca solo sesso online ma soprattutto compagnia», dichiara.
Il ruolo della suocera
Nell’ambito dell’inchiesta, al tribunale di Lodi è in corso anche il processo alla suocera della ragazza, coinvolta nell’inchiesta con l’accusa di aver partecipato alle estorsioni ed essere intestataria di conti su cui sarebbero confluiti i bonifici. Intanto, la 27enne non si da pace. «L’ho fatto per soldi. Dovevamo mantenerci. Nei primi tempi io e il mio partner facevamo video anche insieme», dice. E ancora: «Dopo l’inchiesta, il lavoro è calato. Ma ciò che manca davvero è la serenità». In paese, riferisce, l’esposizione mediatica avrebbe avuto effetti anche sul figlio. «Ci hanno puntato il dito contro. A scuola nostro figlio è stato insultato, è diventato più ansioso. In tanti ci hanno preso di mira».
