Indagati i 4 poliziotti che hanno ferito un rapinatore a Rogoredo: l’accusa con «uso legittimo delle armi»

I quattro poliziotti delle Uopi (unità operative di pronto intervento) che domenica pomeriggio hanno ferito gravemente un uomo a Rogoredo, periferia sud di Milano, sono finiti nel registro degli indagati. L’accusa ipotizzata dalla procura è concorso in lesioni colpose, ma gli inquirenti hanno già inserito negli atti la scriminante dell’«uso legittimo delle armi». Si tratta di una formula che giustifica l’azione dei pubblici ufficiali quando agiscono «al fine di adempiere un dovere del proprio ufficio» e sono «costretti dalla necessità di respingere una violenza o di vincere una resistenza all’Autorità», come riportato negli atti. L’iscrizione è un passaggio formale a garanzia degli agenti coinvolti, che potrebbe portare all’archiviazione al termine delle verifiche coordinate dal procuratore Marcello Viola e dalla pm Simona Ferraiuolo.
Liu Wenham, dal tentato omicidio alla rapina aggravata
Il trentenne cinese Liu Wenham, attualmente in coma e in condizioni disperate in ospedale, è invece indagato per una serie di reati gravi. Secondo quanto ricostruito dalla Squadra Mobile, all’uomo irregolare sul territorio nazionale vengono contestati tentato omicidio ai danni dei quattro agenti, rapina aggravata dell’arma sottratta a una guardia giurata, lesioni aggravate per aver colpito il vigilante con una mazza di ferro, porto abusivo di arma da fuoco e minacce gravi. Quest’ultimo capo d’accusa riguarda anche le intimidazioni rivolte a due condomini prima della sparatoria, quando avrebbe detto: «non siete voi che sto cercando».
La rapina e l’irruzione nel palazzo con la pistola in pugno
Gli investigatori stanno ricostruendo nel dettaglio gli spostamenti di Liu Wenham. Domenica pomeriggio, verso le 14.45, dopo aver aggredito il vigilante in via Caviglia per sottrargli la pistola d’ordinanza, l’uomo è stato avvistato mentre camminava armato per strada. È poi entrato in un condominio della zona, dove ha bussato con violenza ad alcune porte. Un residente che ha aperto lo ha visto allontanarsi con l’arma ancora in mano. È stata proprio la chiamata di questo cittadino a far intervenire le forze dell’ordine. La Procura ha inoltre delegato agli inquirenti verifiche sulle condizioni psicologiche e psichiatriche del trentenne, oltre che su episodi precedenti, tra cui minacce a un’altra guardia giurata il 31 gennaio, secondo quanto riportato dall’ANSA.
Un colpo contro la jeep della polizia, due all’aggressore
Quando la prima volante della questura ha intercettato Liu Wenham per strada, l’uomo ha compiuto il gesto di caricare la semiautomatica e ha puntato l’arma contro gli agenti, che si sono messi al riparo in attesa dell’arrivo della pattuglia di pronto intervento dotata di equipaggiamento pesante e veicolo blindato. Poi è scattato il conflitto a fuoco. Il 30enne ha esploso un unico colpo che si è conficcato nel parafango della Land Rover blindata. La risposta degli agenti è stata con almeno due proiettili che hanno raggiunto l’uomo, uno al braccio e uno al volto, lasciandolo in fin di vita.

