Dall’Antica Grecia alle risoluzioni Onu: cos’è la tregua olimpica. Mattarella: «Tacciano le armi» – Il video
In un «tempo così difficile», le Olimpiadi di Milano-Cortina devono essere un’occasione di pace. È con queste parole che Sergio Mattarella ha dichiarato aperta la 145esima sessione del Comitato olimpico internazionale. «Chiediamo, con ostinata determinazione, che la tregua olimpica venga ovunque rispettata. Che la forza disarmata dello sport faccia tacere le armi», ha scandito il capo dello Stato nel suo discorso al Teatro alla Scala.
Da dove arriva la tregua olimpica
La tregua olimpica – conosciuta anche come Ekecheiria – ha origini antichissime, che vengono fatte risalire addirittura al IX secolo avanti Cristo. In genere, imponeva un cessate il fuoco temporaneo che scattava sette giorni prima dell’inizio dei Giochi e si concludeva sette giorni dopo la loro fine, così da consentire agli atleti di viaggiare e competere in sicurezza.
Il ruolo delle Nazioni Unite
Questa tradizione è stata portata avanti per diversi secoli, fino a essere ripresa e rilanciata anche dal Comitato olimpico internazionale, che dal 1993 collabora con l’Assemblea generale delle Nazioni Unite per adottare ogni anno, proprio in occasione dell’apertura dei Giochi, una risoluzione che ribadisce il sostegno al principio della tregua olimpica. Il documento in genere gode di un sostegno trasversale a tutti i Paesi, ma non è altro che un appello simbolico, non vincolante. Questo perché l’Onu può invitare i Paesi membri a deporre le armi e dichiarare un cessate il fuoco, ma non può imporlo.
La risoluzione dell’Italia adottata dall’Onu
Le Olimpiadi di Milano-Cortina non fanno eccezione. Lo scorso 19 novembre, l’Italia ha presentato alle Nazioni Unite la richiesta formale di rispettare la tregua olimpica per l’intera durata dei Giochi, che si tengono dal 6 al 22 febbraio per le Olimpiadi e dal 6 al 15 marzo per le Paralimpiadi, e l’Assemblea generale dell’Onu ha approvato.
L’appello di Mattarella
È in questo contesto che si inserisce l’appello di Mattarella al rispetto della tregua olimpica, a cui però nessuno pare aver risposto per il momento, almeno se si considerano gli scenari di guerra più vicini all’Europa, come il conflitto tra Russia e Ucraina. «Lo sport accoglie, produce gioia, passione, speranza e rispetto per l’altro, si contrappone alla violenza che, da chiunque praticata, genera altra violenza, calpesta la dignità umana, opprime i popoli e ne fa arretrare la qualità di vita», ha sottolineato il presidente della Repubblica. Alle sue parole hanno fatto eco quelle di Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano Cortina: «L’antica tregua olimpica imponeva di mettere da parte i conflitti. Purtroppo l’attualità ci avvolge nell’incertezza, ma il movimento olimpico deve ergersi come un faro di pace. La fiamma olimpica non trema, anzi, ci invita a unirci».
Foto copertina: ANSA | Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Teatro alla Scala dichiara aperta la 145ma sessione del Comitato Olimpico Internazionale, 2 febbraio 2026
