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Roberto Vannacci deve cambiare nome al suo partito: il marchio “Futuro nazionale” è stato registrato nel 2011 da un ex eletto del M5s

03 Febbraio 2026 - 21:18 Franco Bechis
Il titolare del nome è Riccardo Mercante, consigliere regionale dell'Abruzzo tragicamente scomparso nel 2020. Il marchio ora è della compagna e dei due figli, con cui il generale dovrà fare i conti.

Roberto Vannacci non può chiamare “Futuro Nazionale” il suo nuovo partito, perché il nome è già stato registrato il 25 febbraio 2011 all’Ufficio brevetto e marchi del ministero delle Imprese della Repubblica italiana. A depositarlo il 3 settembre 2010 fu un promotore finanziario di Giulianova, Riccardo Mercante. Tre anni dopo l’accettazione della registrazione Mercante si candidò con successo nel Movimento 5 stelle al consiglio regionale dell’Abruzzo, e per tutta la legislatura conclusa nel 2019 è stato consigliere regionale diventando anche capogruppo M5s.

Il generale ha dunque un altro ostacolo da superare per la sua avventura politica, dopo la diffida presentata da Francesco Giubilei che ritiene quel marchio grafico copiato da quello del suo “Nazione futura”.

L’ex consigliere regionale M5s deceduto nel 2025 e la famiglia che ha ereditato il marchio

Il titolare del marchio “Futuro nazionale” oggi non c’è più. Ad appena 50 anni ha perso la vita il 16 settembre del 2020 in moto scontrandosi con un’auto lungo la bonifica del Salinello. Dopo la morte il marchio è entrato nella successione ereditaria. Oggi la compagna di Mercante e i suoi due figli sono proprietari del nome.

Il generale Vannacci dovrà quindi chiedere loro il permesso di utilizzare il nome del suo partito politico o fare una proposta economica agli eredi Mercante per acquistare il marchio regolarmente registrato. Il nome del partito del generale è stato depositato il 24 gennaio scorso all’ufficio dei brevetti europei, ma non è ancora stato registrato e non potrà esserlo essendoci la titolarità di altri. Il 22 marzo 2025 invece è stato registrato un altro marchio politico depositato da Vannacci, «Il mondo al contrario».

Vannacci è milionario grazie al suo libro. Gli investimenti nel mattone a Viareggio e in Sardegna

Il generale che ha appena divorziato dalla Lega di Matteo Salvini non ha problemi a mettere mano al portafoglio. Grazie al libro sul mondo al contrario Vannacci è infatti diventato milionario. Secondo la sua dichiarazione depositata al Parlamento europeo con «Il mondo al contrario» ha incassato 800 mila euro di diritti di autore nel 2023 e 200 mila euro nel 2024, elencati dall’autore come «libera attività frutto di fantasia e intelletto».

Vannacci ha anche un discreto patrimonio immobiliare, in parte lasciato a lui e ai due fratelli maggiori Marco e Stefano da papà Costanzo e mamma Renata, scomparsa il 4 novembre 2023. Una villetta di tre vani e un appartamento di 4 vani a Costa Rei di Muravera in provincia di Cagliari. A Viareggio con i due fratelli Vannacci ha la nuda proprietà di un appartamento di 6,5 vani. È stato lui con il fratello Marco a intestarsi il mutuo necessario per l’acquisto con l’allora banca britannica Abbey national plc. Il generale ha poi acquistato sempre a Viareggio un suo appartamento di 12,5 vani.