«Dobbiamo riprenderci Tolkien»: cosa c’entra l’autore del Signore degli Anelli nel duello fra Schlein e Meloni

«Dobbiamo riprenderci Tolkien». È anche una sfida culturale, oltre che politica, quella lanciata da Elly Schlein dal palco di «Un’altra storia. L’alternativa nel mondo che cambia», l’iniziativa del Pd andata in scena domenica 1° febbraio a Milano. Dalla sede della Fondazione Feltrinelli, la segretaria dem si è rivolta allo stato maggiore del suo partito, invitando tutti a rimboccarsi le maniche per poter strappare alla destra il governo dell’Italia alle elezioni politiche del prossimo anno. «La destra non è imbattibile, li abbiamo già battuti diverse volte in questi anni, nelle elezioni regionali, in quelle locali», ha sottolineato Schlein.
Chi è J.R.R. Tolkien
Già, ma cosa c’entra J.R.R. Tolkien? Lo scrittore britannico, morto nel 1973, è uno dei più influenti autori del Novecento, padre del fantasy moderno e, soprattutto, creatore de Il Signore degli Anelli. Professore di filologia a Oxford e cattolico convinto, Tolkien ha scritto di frequente storie di potere, tentazione, spirito di comunità e resistenza al male. Negli anni, l’autore ha sempre rifiutato ogni lettura delle sue opere come un’allegoria politica del suo tempo, nonostante i critici letterari e cinematografici abbiano spesso colto dei rimandi all’attualità.
Dai «campi hobbit» alle citazioni di Giorgia Meloni
Fin da subito, l’immaginario di Tolkien è diventato un riferimento identitario di una parte della destra, italiana e non. Sul finire degli anni Settanta, per esempio, la giovanile del Movimento sociale italiano organizzava i «Campi Hobbit», raduni politici e culturali dove Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli venivano usati come mitologia alternativa rispetto alla cultura dominante dell’epoca, prevalentemente di sinistra. Anche Giorgia Meloni non ha mai nascosto la sua passione per le opere di Tolkien, citate anche in diversi discorsi ufficiali. «Quell’anello non ci avrà mai, siamo le stesse persone che eravamo ieri e le stesse di domani e porteremo il nostro compito a termine, ciascuno nel suo ruolo come un sol uomo», scandiva la premier all’edizione di Atreju del 2023, la prima da presidente del Consiglio, riprendendo un passaggio de Il Signore degli Anelli.
La sfida simbolica di Schlein
In realtà, gli studiosi di Tolkien si dividono da sempre sul significato politico dell’opera: c’è chi insiste sul rifiuto netto di ogni rimando all’attualità e chi, al contrario, sottolinea i temi antimilitaristi, ecologisti e antiautoritari che attraversano la saga: il potere assoluto dell’Anello, simbolo della corruzione, la centralità dei “piccoli” contro i grandi, il rifiuto della forza come soluzione per risolvere le controversie. E chissà che Elly Schlein non si riferisca proprio a questi elementi quando lancia la sfida simbolica per «riprendersi» Tolkien. Perché la battaglia per le elezioni del 2027 non sarà solo politica, ma anche culturale.
Foto copertina: ANSA/Matteo Corner | Elly Schlein all’evento del Pd “Un’altra storia”, Milano 1 Febbraio 2026

