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Acido ialuronico iniettato nel pene: indagini sul doping nel salto con gli sci

06 Febbraio 2026 - 11:27 Francesca Milano
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La Wada sta indagando su una pratica medica scorretta che permetterebbe agli sciatori di aumentare le dimensioni dell'organo genitale per ottenere tute più grandi e quindi più performanti

L’hanno chiamato “Penisgate” e potrebbe essere lo scandalo delle Olimpiadi invernali: la World Anti-Doping Agency (Wada) sta valutando di aprire un’indagine preliminare su un possibile caso di irregolarità sportiva. Secondo quanto riportato dal quotidiano tedesco Bild, alcuni saltatori con gli sci avrebbero fatto ricorso a iniezioni di acido ialuronico nel pene per alterare le misurazioni corporee ufficiali, ottenendo così tute leggermente più grandi e, potenzialmente, più performanti.

Il ruolo delle tute

Nel salto con gli sci, la tuta non è semplice abbigliamento tecnico: è una superficie aerodinamica. Prima dell’inizio della stagione, gli atleti vengono sottoposti a scansioni corporee 3D approvate dalla Fédération Internationale de Ski (FIS), alla presenza di un medico. Le misure – che includono altezza, lunghezza degli arti e altezza del cavallo – servono a realizzare una tuta su misura. Dan Dwyer, professore associato di scienze motorie alla Deakin University, ha raccontato al Guardian che anche minime variazioni possono fare la differenza: una tuta leggermente più ampia aumenta la superficie esposta all’aria e genera quindi un surplus di portanza. Quel vantaggio può fare la differenza ai fini del risultato e quindi di una medaglia. A confermarlo è anche Sandro Pertile, direttore di gara maschile della FIS: «Ogni centimetro in più conta. Se la superficie della tuta aumenta anche solo del 5%, il volo diventa più lungo. Tutti spingono al limite le regole, perché tutti vogliono vincere».

A cosa serve l’acido ialuronico

Ma cosa c’entra l’acido ialuronico, il filler generalmente usato in medicina estetica, con le Olimpiadi? Le indagini della Wafa si concentrano sull’uso di questo prodotto per l’ingrandimento del pene: le iniezioni consentono un aumento temporaneo della circonferenza dell’organo. L’effetto dura alcuni mesi (da sei a dodici) perché il materiale viene gradualmente riassorbito. L’allargamento della circonferenza del pene avrebbe permesso agli atleti di presentarsi alla misurazione ufficiale con dimensioni corporee leggermente aumentate, così da ottenere una tuta più grande e quindi più performante.

Si tratta di doping?

La vicenda apre un nuovo scenario nella lotta al doping, perché l’acido ialuronico non è una sostanza dopante in senso classico: non migliora la forza, la resistenza o i tempi di recupero. Ma la Wada ha deciso di aprire un fascicolo perché il caso potrebbe rientrare nelle pratiche di “manipolazione” dei controlli o di aggiramento intenzionale delle regole tecniche, una zona grigia già esplorata in passato con materiali, cuciture e posture durante le misurazioni.

Nessuno sciatore accusato

In conferenza stampa a Milano, il direttore generale della Wada Olivier Niggli ha precisato che non ha al momento alcuna indicazione che le iniezioni stiano realmente avvenendo, ma che l’agenzia è pronta a esaminare la questione se dovessero emergere prove credibili. Al momento non ci sono sciatori sotto accusa, e non sono emersi casi concreti: tutto finora si limita all’inchiesta del quotidiano tedesco che facendo riferimento a “insider talk” (voci dall’interno dell’ambiente) ha raccontato che alcuni saltatori con gli sci avrebbero fatto ricorso all’acido ialuronico.

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