La prima cannonata di Vannacci alla maggioranza di Meloni: governo verso la mozione di fiducia sull’Ucraina

La confluenza nel gruppo misto dei deputati di «area Vannacci», Rossano Sasso ed Edoardo Ziello (Pozzolo era già lì dopo l’espulsione da FdI) è stata proclamata all’apertura dei lavori parlamentari di oggi, 9 febbraio. Ed entro poche ore, Futuro Nazionale ha creato il primo incidente, così pericoloso da costringere il governo Meloni a ipotizzare – ma più fonti confermano ad Open che la decisione è sostanzialmente presa – di porre la questione di fiducia per evitare incidenti sul decreto Ucraina, quello che invia armi ed aiuti umanitari ed è stato oggetto di una lunga trattativa prima dell’approvazione in consiglio dei ministri.
L’emendamento della discordia

E’ bastato che Pozzolo, Sasso e Ziello presentassero un emendamento che sopprime integralmente l’articolo 1 del decreto Ucraina, quello che conferma l’invio di aiuti umanitari, per aprire la crepa. Secondo i parlamentari di Futuro Nazionale, infatti, a votare quell’emendamento, domani 10 febbraio, ci sarebbero stato anche parecchi deputati leghisti che hanno sostenuto la battaglia per rivedere la posizione italiana sull’Ucraina già nei mesi scorsi.
«Vediamo quanti patrioti nel centrodestra voteranno a favore degli Italiani e soprattutto quanti assenti ci saranno tra le file della Lega che da mesi dice di non voler più inviare aiuti a Zelensky ma poi, nei fatti, si smentisce clamorosamente e vota sempre a favore», hanno detto in una nota. Aggiungendo: «Noi riteniamo che inviare ulteriori armamenti a Zelensky non aiuti il processo di pace, e una pace raggiunta oggi offrirebbe agli stessi ucraini condizioni migliori rispetto ad una pace raggiunta domani. Aggiungiamo che inviare ulteriori miliardi di euro di soldi degli Italiani in mani che non sempre hanno brillato per onestà, vedasi i recenti fatti di cronaca di corruzione di uomini vicinissimi a Zelensky, non tutelano gli interessi degli Italiani». Una posizione minoritaria? Non sembra visto che, a scanso di equivoci, il governo sta pensando di presentare la mozione di fiducia.
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Cosa cambia con la fiducia?

Con la mozione di fiducia gli emendamenti decadono, si conferma il sostegno al governo anche se poi si vota sul provvedimento in un secondo voto. Impossibile per i leghisti non confermare l’impianto, mentre Futuro Nazionale dovrà valutare come muoversi: potrebbe sostenere il governo Meloni cercando di mantenere aperto il dialogo, o sottrarsi alla questione di fiducia tanto più su un tema identitario come l’Ucraina. «Abbiamo saputo di questa da poco, decideremo con calma domani», frena Rossano Sasso con Open. E aggiunge che il tema affrontato nell’emendamento sarà comunque riproposto in tre ordini del giorno che, oltre a proporre l’interruzione degli aiuti militari propongono anche soluzioni su come impiegare i fondi.
In astratto, sugli ordini del giorno potrebbero esserci segnali trasversali visto che gli emendamenti soppressivi presentati dai parlamentari di area Vannacci sono analoghi a quelli di Avs ed M5s, ma bisognerà vedere se l’ala sinistra del parlamento vorrà dare questo genere di segnale. Il Pd, invece, voterà no alla fiducia e sì al provvedimento.
