Marina Berlusconi su Fabrizio Corona: «Falsissimo e noiosissimo»

«Al referendum del 22-23 marzo voterò Sì. E non per il mio cognome, né per spirito di parte, ma perché è la cosa giusta». Marina Berlusconi lo annuncia al Corriere della Sera: «A questo dovrebbero servire i referendum: a votare sui contenuti, non in base alle appartenenze. Non è una resa dei conti politica, né un voto pro o contro il governo. La separazione delle carriere è necessaria per spezzare un giogo che soffoca tutti, a partire dagli stessi magistrati. E per garantire la vera “terzietà” dei giudici. Abbiamo un’occasione irripetibile, non lasciamocela scappare».
Marina B. e la giustizia
La figlia primogenita di Silvio e presidente di Fininvest e Mondadori dice però di non aspirare a carriere politiche: «Ancora questa storia… il mio lavoro è un altro. Anzi, mi lasci dire che sono orgogliosa di quello che stiamo facendo. Mondadori è solida e si conferma un presidio di qualità e pluralismo; Mediolanum ha chiuso un anno record grazie all’ottimo lavoro di Massimo Doris. E mio fratello Pier Silvio con Mediaset continua a fare numeri eccellenti, mentre il sogno di una tv europea con la testa in Italia è divenuto realtà». Poi parla di Fabrizio Corona: «Guardi, mi hanno costretto a vederne una puntata: devo dire che, oltre che falsissimo, l’ho trovato davvero noiosissimo. Comunque se ne stanno occupando i nostri avvocati».
Il referendum
Sul referendum ricorda che «mio padre ha subìto un’inaccettabile persecuzione giudiziaria. Ma non ragiono per rivalsa, e il problema non riguarda una sola stagione, né una sola persona. C’è una minoranza di magistrati ideologizzati che continua a fare danni. La giustizia è condizionata da un vergognoso mercato di nomine». Secondo Marina «il problema non sono i magistrati, ma le correnti, che all’interno del Consiglio superiore della magistratura decidono vita e morte di pm e giudici. Certe dinamiche ricordano davvero un gran bazar, dove tante nomine sembrano una cambiale, tante promozioni un “pagherò”. Ogni magistrato è libero di avere le sue idee, ci mancherebbe, ma in nessun caso dovrebbe fare carriera con la politica, né fare politica con l’attività giudiziaria».
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Tajani
Poi difende il segretario di Forza Italia: «Penso che a Tajani noi elettori di Forza Italia dovremmo solo esprimere gratitudine e apprezzamento per quello che ha fatto e che continua a fare. Ha tenuto saldo il partito in un momento delicatissimo. Adesso inevitabilmente comincia una fase nuova, in cui bisogna guardare avanti e costruire il futuro. Sono certa che il primo a saperlo e a volerlo fare sia proprio lui». E conclude: «Ovviamente ho un legame speciale con il partito cui mio padre ha dedicato trent’anni di vita e che porta il suo nome nel simbolo. E soprattutto mi riconosco nei valori che lo ispirano e che considero una risorsa preziosa per il centrodestra e per il Paese. Però il destino di Forza Italia è nelle mani di Forza Italia, io faccio l’imprenditore. E cosa c’è di strano se un imprenditore chiede meno burocrazia, più liberalizzazioni e meno tasse? Come cittadina, poi, potrò pur aspettarmi più coraggio sui diritti civili».
