Ukaleq e Sondre, i due atleti della Groenlandia che da Milano-Cortina sfidano Trump: «È pazzo, non tocchi casa nostra» – Il video

E chi li separa, Ukaleq e Sondre. I due fratelli Slettemark sono i due unici atleti groenlandesi in gara alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. 25 anni lei, 21 lui, sono entrambi biatleti. Tradotto, gareggiano nel biathlon, una delle discipline più nobili tra gli sport invernali. Si chiama così perché alterna due attività ben diverse, lo sci di fondo – sudore e fatica – e il tiro a segno – rigore e precisione. A inforcare sci e carabina in questi giorni sono anche loro. Che gareggiano però sotto la bandiera danese – la Groenlandia non ha un proprio comitato olimpico nazionale riconosciuto dal Cio. I risultati per ora non sono stati brillantissimi – martedì Sondre s’è piazzato 62esimo nella 20 km individuale, mercoledì Ukaleq ha chiuso 52esima al traguardo della 15 chilometri femminile. Eppure i due hanno conquistato fan e colleghi con la loro effervescente simpatia. E Ukaleq in particolare è diventata famosa per aver difeso nei mesi scorsi a spada tratta la sua terra dalle mire espansionistiche Usa. «Donald Trump è un idiota totale», ha detto di recente la biatleta. «Non capisce la nostra cultura, né che tipo di società sia la Groenlandia». «È pazzo», ha ribadito ieri al Guardian. Giudizi che sono costati alla 25enne le ire degli attivisti Maga, ma che le sono valsi pure sostegno e messaggi di incoraggiamento da mezzo mondo.
Sport e politica
Ukaleq e Sondre si dedicano al loro sport, lavorano duro nelle loro sessioni di allenamento a Lillehammer, in Norvegia, dove vivono da tempo. Lo sport d’altra parte per loro è un affare di famiglia. Il padre Øystein e la madre Uiloq sono anche essi biatleti, lui anzi ha aperto la saga olimpica di famiglia a Vancouver nel 2010. Calati a Milano-Cortina, anzi ad Anterselva dove si svolgono le gare di biathlon, i due ragazzi della famiglia di atleti groenlandesi sono stati di nuovo presi d’assalto dai cronisti. In un video postato in questi giorni Ukaleq non nasconde la sua sorpresa nel trovarsi davanti tutti quei microfoni. Eppure come sempre non si tira indietro, pure se c’è da parlare di “politica”. «La vita è molto dura in Groenlandia, le persone hanno paura. Penso che Trump sia pazzo», ha ribadito ieri al Guardian. «Lo so è una cosa forte da dire, ma non puoi comprarti le persone, comprarti un Paese, la Groenlandia è casa nostra quindi non possiamo capire Trump». «Eppure al contempo – aggiunge l’atleta 25enne – abbiamo speranza, vedo speranza nelle persone. Ci uniamo e combattiamo insieme per il nostro Paese».
La tuta da sci e le pantofole in pelle di foca
Quello spirito battagliero Ukaleq lo cala pure in altri impegni, per esempio quello del rispetto dell’ambiente. È in prima linea ad esempio sul riuso e riciclo del vestiario, e anche per queste attenzioni è stata scelta dall’Unione internazionale del biathlon come Ambasciatrice di sostenibilità. Il governo groenlandese invece porta i due ragazzi in palmo di mano – ad Anterselva è calata per l’occasione pure la ministra della Cultura e dello Sport Nivi Olsen. Non a mani vuote, ma con due paia di pantofole in pelle di foca («Temevo avessero freddo»). Ukaleq e Sondre d’altra parte sanno fare anche da loro. La tuta da sci se la sono progettata loro, a quanto pare, per mettere in luce il loro orgoglio patriottico: «È ispirata profondamente alla cultura groenlandese, ha le luci del nord, degli amuleti ispirati a tatuaggi femminili chiamati kakiorneq e un simbolo che è un mix tra la bandiera della Groenlandia e gli obiettivi del biathlon», ha spiegato lei. Quanto al fratellino, si gode l’avventura olimpica anche se confessa che il suo sport preferito, la sera a letto, è quello di tutti i suoi coetanei: scrollare video a ripetizione su TikTok, finché «non becco qualche loser che cerca di fare il fenomeno e allora è l’ora di chiudere».
