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Il Papa: «La dottrina della Chiesa su gay e transgender non cambia»

12 Febbraio 2026 - 08:15 Alba Romano
papa leone
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Il Pontefice: Gli individui saranno accolti e ricevuti. Qualsiasi sacerdote ascolterà in confessione persone di ogni tipo

La dottrina della Chiesa su gay e trans non cambia. Lo dice Leone XIV nell’intervista concessa a Elisa Ann Allen per il libro sul pontefice edito da Mondadori e oggi anticipata da Repubblica. Prevost parla in primo luogo del suo dualismo americano: «Sono, ovviamente, statunitense, e mi sento molto statunitense, ma amo anche tanto il Perù e il popolo peruviano, che fanno parte di ciò che sono. Ho trascorso metà della mia vita ministeriale in Perú, e per questo la prospettiva latinoamericana è per me preziosa. Ciò si riflette anche nell’apprezzamento che nutro per la vita della Chiesa in America Latina, che è stata significativa sia per il mio legame con papa Francesco, sia per la mia comprensione di parte del progetto che egli aveva per la Chiesa e di come possiamo procedere verso una vera visione profetica per la Chiesa di oggi e di domani».

I Mondiali

Ai Mondiali se dovesse esserci una partita tra Usa e Perù tiferebbe «per il Perú, per ragioni affettive, se vogliamo. Ma sono anche un grande tifoso dell’Italia. Ai Mondiali di solito seguo tre squadre: ne hai citate due, l’Italia è la terza. Tutti sanno che sono tifoso dei White Sox, ma, da Papa, tifo per tutte le squadre». Sull’incontro con Donald Trump dice che «sarebbe molto più opportuno che i vertici della Chiesa negli Stati Uniti si impegnassero con lui in modo serio e approfondito. Direi lo stesso di qualsiasi governo. Ripeto: ho incontrato molti leader mondiali e ci sono temi importanti che si possono affrontare, ma è impossibile che il Papa entri nelle questioni dei singoli paesi per dire “dovreste far questo, dovreste pensare quello».

Il tema Lgbtq+

Infine il papa parla del suo approccio alla tematica Lgbtq+: ««Devo confessare che la questione rimane sullo sfondo dei miei pensieri perché, come abbiamo visto al Sinodo, all’interno della Chiesa qualunque tema legato alla realtà LGBTQ risulta altamente polarizzante. Per ora, in coerenza con ciò che ho già cercato di testimoniare e di vivere come Papa in questo momento della storia, cerco di non alimentare la polarizzazione nella Chiesa. Ciò che intendo dire è ciò che Francesco ha affermato con molta chiarezza con quel: “Todos, todos, todos”. Tutti sono invitati a entrare, ma non in quanto espressione o meno di una specifica identità. Invito una persona perché è figlio o figlia di Dio. Tutti sono i benvenuti, e possiamo conoscerci e rispettarci».

Un tema controverso

Il Papa dice di capire «che questo sia un tema controverso, e che alcune persone avanzeranno richieste come: “Vogliamo il riconoscimento del matrimonio gay”, o Vogliamo il riconoscimento delle persone trans”, affinché siano ufficialmente accolti e approvati dalla Chiesa. Gli individui saranno accolti e ricevuti. Qualsiasi sacerdote ascolterà in confessione persone di ogni tipo, con ogni genere di difficoltà, di situazioni di vita e di scelte compiute. L’insegnamento della Chiesa continuerà a rimanere com’è, e per ora non ho altro da aggiungere su questo punto».

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