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Andrea Stroppa indagato per omicidio stradale, il padre della vittima: «Mio figlio era sulle strisce». La scorta e l’influencer testimone: cosa non torna

15 Febbraio 2026 - 07:33 Giovanni Ruggiero
Andrea Stroppa con Elon Musk
Andrea Stroppa con Elon Musk
Il racconto alla polizia locale del collaboratore di Elon Musk e la versione del padre della vittima. Il 18enne travolto dalla Smart dell'informatico e i nodi ancora da chiarire

Giuseppe Garofano, padre di Mirco, il 18enne di Artena morto investito da Andrea Stroppa la sera del 31 gennaio in via Filippo Fiorentini a Roma, racconta a Repubblica una ricostruzione dei fatti nettamente diversa da quella del collaboratore in Italia di Elon Musk. Assistito dall’avvocato Fabrizio Castellano, il padre della vittima sostiene che il figlio abbia attraversato sulle strisce pedonali: «L’autobus su cui viaggiava si ferma a oltre 80 metri più avanti rispetto alle strisce. E, visto il punto dell’impatto, lui è per forza tornato indietro per attraversare sulle strisce, anche perché altrimenti dobbiamo supporre che abbia scavalcato il guardrail». Garofano è convinto che la velocità della Smart fosse eccessiva: «Quello stradone è un rettilineo e anche molto illuminato. Lui non poteva non vederlo. Se lo ha preso in pieno è perché andava a una velocità non consentita, tanto che Mirco è stato trovato a circa trenta metri dall’impatto».

Cosa ha detto Andrea Stroppa alla polizia locale dopo l’incidente

Andrea Stroppa, 31 anni, informatico e referente di Musk in Italia, è indagato per omicidio stradale come atto dovuto, come anticipato dal Messaggero. Agli agenti della polizia locale, sul luogo dell’incidente, ha dichiarato: «Quel ragazzo è sbucato all’improvviso, non l’ho visto. Ho cercato di evitarlo ma non ce l’ho fatta. Non stavo correndo, mi sono subito fermato per soccorrerlo». Stroppa, che da mesi ha la scorta della questura ma quella sera era solo, è risultato negativo ai test alcolemici e tossicologici.

L’incidente e la testimonianza dell’influencer

L’incidente è avvenuto alle 20.50 del 31 gennaio su via Filippo Fiorentini, un chilometro di strada a tre corsie nel quadrante est di Roma. Mirco Garofano, studente originario di Artena, stava attraversando la strada quando è stato centrato dalla Smart e sbalzato in aria, morendo sul colpo. Un automobilista che procedeva nella stessa direzione di Stroppa ha dichiarato a verbale di aver visto il ragazzo «attraversare con il rosso per i pedoni». La testimonianza dovrà essere verificata. Sul posto è arrivato anche l’influencer Giuseppe Basile, noto come «Ottavo re di Roma», che viaggiava in direzione opposta: «Ho visto il ragazzo volare in aria. Mi sono fermato. L’automobilista era sconvolto».

I dubbi da chiarire

La Smart è stata sequestrata e l’inchiesta, coordinata dalla pm Rita Ceraso, dovrà accertare due elementi chiave: se Stroppa abbia rispettato i limiti di velocità e se Garofano abbia attraversato con il semaforo verde o rosso. Di certo, il corpo del 18enne è stato trovato ad almeno una decina di metri dalle strisce pedonali. Mirco era partito da Artena in pullman, era sceso ad Anagnina e aveva preso un autobus per raggiungere degli amici a Casal Bruciato, come ha raccontato il padre a Repubblica: «Ci andava ogni quindici giorni. Ma quella sera non ha mai bussato alla porta di casa».