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«Hanno il diritto di provare odio»: chi è Anastasia Kucherova, la donna russa che ha guidato l’Ucraina alla cerimonia di apertura dei Giochi

17 Febbraio 2026 - 17:07 Anna Clarissa Mendi
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Avvolta in un piumino argentato con cappuccio e occhiali scuri a coprirle lo sguardo, ha sfilato con orgoglio: «Un piccolo gesto per dimostrare che non tutti i russi la pensano allo stesso modo»

Anastasia Kucherova vive a Milano da quattordici anni e lavora come architetta. Pur non essendo un’atleta, lo scorso 6 febbraio ha preso parte alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina, accompagnando sul prato di San Siro la delegazione ucraina composta da cinque atleti. Avvolta in un piumino argentato con cappuccio e occhiali scuri, ha sfilato con orgoglio. Nata in Russia, aveva espresso alla coreografa il desiderio di rappresentare l’Ucraina, nonostante l’assegnazione delle delegazioni fosse casuale.

Il gesto contro la Russia

Sul suo profilo Instagram, Kucherova ha raccontato il suo ruolo alle Olimpiadi 2026, approfondito poi in un’intervista all’Associated Press: «Quando cammini accanto a queste persone, capisci che avrebbero ogni diritto umano di provare odio verso qualsiasi russo – ha dichiarato – ma credo sia importante compiere un piccolo gesto per dimostrare che non tutti la pensano allo stesso modo». Gli atleti hanno subito intuito le sue origini e le si sono rivolti in russo. Per Kucherova è stato il segno di «un legame profondo» tra russi e ucraini, «che potrebbe continuare a esistere, se non ci fosse la guerra».

Un gesto, quello di Kucherova, che assume il valore di una forma di resistenza simbolica nei giorni che segnano il secondo anniversario della morte per avvelenamento di uno dei più noti oppositori di Vladimir Putin, Alexei Navalny. «Gli ucraini non hanno alcuna possibilità di ignorare la guerra: è la loro quotidianità», ha osservato. «Eppure continuano a volersi bene, a sposarsi, a praticare sport, a prendere parte alle Olimpiadi. Lo fanno mentre tutto intorno a loro è devastato».

La delegazione ucraina e i famigliari che combattono da 4 anni

La delegazione ucraina sfilava con la pattinatrice di short track Yelyzaveta Sydorko come portabandiera ed era composta, tra gli altri, dal pattinatore artistico Kyrylo Marsak. Entrambi hanno i padri impegnati in prima linea al fronte. «Non esiste davvero alcuna parola capace di cancellare il dolore che queste persone hanno già vissuto, né qualcosa che possa avvicinarle al perdono – ha raccontato Kucherova -. Mi sono voltata verso di loro, non sapevo cosa dire, e mi sono limitata ad assicurare che l’intero stadio li avrebbe accolti con una standing ovation». In un primo momento, ha spiegato all’agenzia di stampa, gli atleti si sono mostrati scettici. Poi, però, San Siro li ha avvolti in un applauso caloroso. «Sembrava che lo stadio riconoscesse la loro indipendenza, il desiderio di libertà, il coraggio di essere arrivati fino alle Olimpiadi». Dietro gli occhiali scuri, gli occhi di Kucherova si sono riempiti di lacrime.

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