Bimbo col cuore bruciato, il dolore della madre dopo il no al trapianto: «Rassegnata all’idea che Domenico non ce la farà»

«La mamma è rassegnata all’idea che il figlio non ce la farà. Glielo hanno detto gli esperti». Le parole dell’avvocato Francesco Petruzzi segnano il momento della resa per la madre del piccolo Domenico, dopo settimane trascorse a lanciare appelli disperati ai medici, alla politica e persino al Papa. La donna, che fino a ieri chiedeva un miracolo per quel cuore danneggiato da un trasporto fatale, ha dovuto accettare il verdetto negativo dell’«Heart team» riunito oggi al Monaldi di Napoli. Il bambino, secondo gli esperti, non è più operabile.
«Non abbiamo motivo di contraddirli»
Il responso degli specialisti sembra aver spento l’ultima fiammella di speranza nel pomeriggio di oggi 18 febbraio. Secondo il collegio di esperti, le probabilità di riuscita di un secondo trapianto non supererebbero il 10%, una soglia troppo esigua per tentare nuovamente la strada della sala operatoria. «La madre ha appreso la non operabilità da questo team che riunisce i maggiori esperti d’Italia e non abbiamo motivo di contraddirli», ha spiegato il legale, descrivendo una donna ormai sopraffatta dal dolore ma consapevole della realtà clinica.
Il responso dell’Heart Team
Il consulto, richiesto dall’ospedale napoletano dopo un primo parere negativo del Bambino Gesù, ha visto la partecipazione dei vertici della cardiochirurgia pediatrica di tutta Italia. Il team era composto da Carlo Pace Napoleone del Regina Margherita di Torino, Giuseppe Toscano dell’Università di Padova, Amedeo Terzi del Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Rachele Adorisio e Lorenzo Galletti del Bambino Gesù di Roma e Guido Oppido dello stesso Monaldi. Mentre i medici decidevano il destino di Tommaso all’interno del reparto, la madre è rimasta in attesa nel corridoio, evitando di entrare per non trasmettere agitazione al piccolo, le cui condizioni neurologiche restano delicatissime.
