Bimbo con il cuore “bruciato”, iniziato il percorso per il fine vita. «Inizierà le cure per il dolore. Non ci sono speranze»

«Abbiamo presentato con la famiglia istanza per la Pianificazione condivisa delle cure, l’ospedale Monaldi ha accettato. Domani (venerdì 20 febbraio; ndr) ci sarà il primo accesso per l’inizio del percorso terapeutico. Purtroppo tolta la sedazione, il bambino non si è svegliato». Queste le parole dell’avvocato Francesco Petruzzi, il legale dei genitori di Domenico, il bimbo al quale è stato trapiantato un cuore danneggiato, alla trasmissione «Diritto e Rovescio» in onda su Rete 4. Con lui c’era mamma Patrizia, madre del bimbo di due anni, che ha ancora ribadito di non lasciare il figlio solo, finché respira. Il legale ha inoltre precisato all’ANSA che «nella documentazione che mi hanno mandato dall’ospedale ho notato che il primo parere del gruppo multidisciplinare è stato fatto il 6 febbraio, 45 giorni dopo il trapianto del cuore che non ha funzionato».
«Finché lui respira sarò al suo fianco»
«Oggi sto molto molto più male del solito, però finché mio figlio respira… è lì, è ancora lì», ha detto Patrizia Mercolino. Esprime gratitudine per l’affetto mostrato dagli italiani e fa un appello rifiutando sostegni economici: «Mi fa molto piacere tutta questa vicinanza delle persone, anzi colgo anche l’occasione per dire una cosa: io voglio ringraziare tutte quelle persone che mi stanno dimostrando l’affetto e vogliono donare soldi per esprimere la loro vicinanza ma io rifiuto qualsiasi donazione di denaro. Vorrei tanto che fossero donate all’associazione Aido». Nonostante il dolore prova a parlare del figlio Domenico, un bambino vivace, «non si fermava mai. Non si fermava mai». E poi ricorda il 23 dicembre: «L’ho portato in ospedale perché era arrivata finalmente la salvezza per lui, per vivere una vita intera – dice – invece non è andata così, è cambiata tutta la nostra vita». Ormai la speranza si unisce alla rassegnazione, e anche i fratellini di Domenico, che hanno 5 e 11 anni, lo hanno compreso. «Volevano il fratellino a casa – dice la signora Patrizia – ma penso che abbiano capito che il fratellino non torna più a casa».
