Scontro tra Macron e Meloni. «Si faccia i fatti suoi invece di commentare quelli francesi». La replica: «Non sono ingerenze» (e lancia stoccata sulle Br)

C’è tensione tra il presidente francese Emmanuel Macron e la premier italiana Giorgia Meloni. Il leader francese ha sostanzialmente detto alla presidente del Consiglio di non commentare fratti legati alla Francia come l’uccisione del militante nazionalista Deranque. Una reazione quella dell’Eliseo che ha spinto a una nota non ufficiale di palazzo Chigi che ha parlato di stupore quando l’intento era quello di «profondo cordoglio» e di «solidarietà» verso i francesi. Poi è Meloni in persona, in un’intervista a Sky Tg24, a tornare sulla vicenda. Nega di aver fatto ingerenze e spiega che, se mai ci sono state, a metterle in pratica è stato lo stesso Macron quando commentò la sua elezione a palazzo Chigi con un «vigileremo sull’applicazione dello Stato di diritto».
La stoccata sulle Br
Ma Meloni si è anche preoccupata del clima d’odio, evocando che non si ripetano anni bui come quelli di piombo. Ed è qui che parte la seconda frecciata: «Io vedo un clima che non mi piace, lo vedo in Italia, lo vedo in Francia, lo vedo negli Stati Uniti. Ho commentato anche l’omicidio di Charlie Kirk quando fu, e non perché ci sia volontà di ingerire nei fatti altrui, ma perché credo sia una riflessione che le classi dirigenti devono fare su come si combatte un clima che può riportarci indietro di qualche decennio, una storia che l’Italia ha vissuto molto bene e che tra l’altro la Francia conosce molto bene, avendo dato asilo politico a fior fiore di brigatisti rossi per qualche decennio. Quindi voglio dire, io non l’ho vissuta come un’ingerenza». A Chigi la convinzione è che questa ultima uscita del presidente francese abbia una doppia spiegazione, una di politica interna, l’altra legata ai rapporti esteri. Da una parte ci sarebbe la necessità dell’Eliseo di mandare un messaggio contro la destra interna. Dall’altra, una bordata per l’avvicinamento tra la presidente del Consiglio e il cancelliere tedesco Friedrich Merz.
Macron e il «si faccia gli affari suoi»
Il presidente francese aveva chiesto alla premier italiana di non commentare ciò che accade in Francia. «Che ognuno resti a casa sua e le pecore saranno ben custodite», ha ironizzato Macron da New Delhi, a margine di una visita ufficiale in India. Le sue parole sono una risposta diretta alla presidente del Consiglio, che nei giorni scorsi ha commentato la morte del militante nazionalista Quentin Deranque in un pestaggio ad opera di esponenti della sinistra radicale francese.
Le parole di Meloni
All’indomani dell’episodio, Giorgia Meloni ha pubblicato un messaggio sui social in cui si legge: «L’uccisione del giovane Quentin Deranque in Francia è un fatto che sconvolge e addolora profondamente. La morte di un ragazzo poco più che ventenne, aggredito da gruppi riconducibili all’estremismo di sinistra e travolto da un clima di odio ideologico che attraversa diverse Nazioni, è una ferita per l’intera Europa». E poi ha aggiunto: «Nessuna idea politica, nessuna contrapposizione ideologica può giustificare la violenza o trasformare il confronto in aggressione fisica. Quando l’odio e la violenza prendono il posto del dialogo, a perdere è sempre la democrazia».
L’omicidio di Deranque
Quentin Deranque, 23enne attivista di destra, è stato vittima di un violento pestaggio lo scorso 12 febbraio a Lione, durante alcuni scontri tra gruppi di attivisti in occasione di un presidio legato a una conferenza all’Université Sciences Po Lyon. Dopo essere rimasto in condizioni critiche per due giorni, è deceduto in ospedale in seguito alle lesioni cerebrali riportate. Le autorità giudiziarie di Lione hanno aperto un’inchiesta per omicidio volontario e finora 11 persone sono state arrestate in relazione al caso. Tra i fermati figura anche Jacques-Elie Favrot, assistente parlamentare del deputato di sinistra Raphaël Arnault del partito La France Insoumise.
Le parole di Tajani
«L’uccisione di un giovane attivista francese, per lo più in un contesto universitario, è un fatto grave che riguarda tutti, un episodio che va condannato senza esitazioni. Un omicidio che non ha confini, un monito a chi usa odio e violenza, a chi insulta e professa un linguaggio offensivo. Ci sono stati tanti Quentin in Italia. Alcuni nei periodi più bui della Repubblica. Ecco, condannare episodi come quello di Lione serve anche a questo, a far sì che non si ritorni ad un brutto passato anche in Italia. Perché la politica è soprattutto dialogo e confronto, anche con chi non la pensa come noi». Lo ha scritto su X il ministro degli esteri Antonio Tajani.
February 19, 2026
Foto copertina: ANSA/Filippo Attili | La premier Giorgia Meloni riceve il presidente francese Emmanuel Macron a Palazzo Chigi, 3 giugno 2025
