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La rivolta dei diplomatici contro la «svolta spirituale» della Farnesina: «Messe, rosari e viaggi in Terra Santa, dov’è la laicità dello Stato?»

20 Febbraio 2026 - 14:02 Gianluca Brambilla
rivolta diplomatici svolta spirituale farnesina
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Le attività proposte da don Malizia, sacerdote scelto da Tajani come cappellano del suo ministero, incontrano la resistenza dei dipendenti

Continua a far discutere la rivoluzione spirituale avviata da padre Marco Malizia, il sacerdote nominato da Antonio Tajani cappellano ufficiale del ministero degli Esteri. L’ultima protesta, riporta il Messaggero, arriva dal Sindmae, sindacato unico dei diplomatici, che chiede di darci un taglio alla «rivoluzione spirituale» della Farnesina.

La lettera del sindacato dei diplomatici

«Le ripetute iniziative di preghiera – scrive il sindacato delle feluche – nonché le funzioni religiose svolte o annunciate in orario d’ufficio, quali ad esempio, la veglia e la recita del Santo Rosario per la pace dello scorso novembre e, da ultimo, la celebrazione della Santa Messa delle Ceneri, generano presso diversi soci, in particolare fra coloro che sono responsabili di unità amministrative sia a Roma che all’estero, una serie di interrogativi di carattere organizzativo e amministrativo, che confidiamo possano trovare migliore chiarimento a seguito della presente».

Cosa succede a chi salta la messa?

La lettera del sindacato dei diplomatici solleva questioni di primissima importanza: la laicità dello Stato, si legge nel documento, «per i nostri iscritti rappresenta un principio di primaria importanza e che riteniamo debba essere costantemente tutelato, così come delineato dalla Costituzione». Ma i malumori, a guardare bene, riguardano anche questioni molto più operative. Per esempio: chi salta la messa, il rosario o le preghiere di padre Malizia è «giustificato» oppure rischia qualcosa?

L’invito a compiere un pellegrinaggio in Terra Santa

«È stato sollevato il tema delle modalità di contabilizzazione delle eventuali ore di assenza del personale che decidesse di aderire a tali eventi (che si tengono in orario d’ufficio, pur non trattandosi di orario di massima operatività)», si legge nella lettera del sindacato indirizzata al segretario generale della Farnesina. E ancora: come bisogna interpretare quell’avviso comparso sulla piattaforma della Farnesina che invita calorosamente i diplomatici a «compiere un pellegrinaggio in Terra Santa»? La risposta non è affatto chiara. E in attesa di una risposta da parte del segretario generale del ministero, i diplomatici chiedono di mettere in pausa la svolta spirituale di Malizia.

Foto copertina: ANSA/Giuseppe Lami | Il palazzo della Farnesina a Roma

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