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L’ospedale di Treviso sgrida Lindsey Vonn e la sorella: «I video sui medici italiani sex symbol? Messaggio sbagliato e superficiale»

21 Febbraio 2026 - 11:48 Alba Romano
lindsey vonn ospedale treviso video medici sex symbol
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Il rimprovero del primario dell'ospedale all'atleta Usa: «In terapia intensiva è vietato fare video»

Non è passata inosservata, tra i corridoi della terapia intensiva dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, la clip pubblicata sui social dalla sorella di Lindsey Vonn, la sciatrice statunitense ricoverata nei giorni scorsi proprio in Veneto dopo una brutta caduta alle Olimpiadi di Milano-Cortina. Nel video, ironico, Karin Kildow elogiava la bellezza dei medici italiani invitando tutti a «cancellare le app di incontri» per frequentare chi lavora in pronto soccorso. Ma in un reparto dove si combatte ogni giorno con emergenze e pazienti in condizioni critiche, l’uscita non è stata accolta con entusiasmo, anzi.

Il rimprovero alla sorella di Vonn

Il primario di Anestesia e Rianimazione, Paolo Zanatta, ha chiarito personalmente la questione con l’ex campionessa statunitense: in terapia intensiva non si fanno video, né tantomeno si diffondono sui social. «Queste cose qui non si fanno. È vietato fare video, e metterli sui social, come ha fatto sua sorella», avrebbe sottolineato, secondo quanto riporta Repubblica. Vonn, a quel punto, si sarebbe scusata e avrebbe mostrato dispiacere per l’accaduto.

Una paziente come tutti gli altri

La sciatrice è rimasta ricoverata una settimana prima di rientrare negli Stati Uniti per un ulteriore intervento, il quinto, al ginocchio. Nel blocco di Anestesia e Rianimazione — tre terapie intensive per un totale di 30 posti letto: 12 di generale, 8 di cardiochirurgia e 10 di neurochirurgia — operano 370 professionisti, tra cui 60 medici e 310 infermieri. E una volta arrivata in ospedale, Vonn era semplicemente una dei 30 pazienti. «Qui trattiamo tutti allo stesso modo, dalla persona famosa al paziente sconosciuto», rivendica il direttore generale dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, Francesco Benazzi.

«Quel video è superficiale e sbagliato»

Di fronte ai video pubblicati dalla sorella della campionessa Usa, alcuni medici coinvolti hanno preferito ridimensionare la vicenda: c’è chi ha sorriso per l’incipit del video, chi si è limitato a ricordare che «abbiamo fatto solo il nostro lavoro». Ma secondo il primario Zanatta, «il messaggio divulgato da quel video», quell’insistere sulla «bellezza» dei medici maschi, «è stato superficiale e sbagliato».