Caos dazi, sospesa la ratifica dell’accordo Ue-Usa. Trump: «Chi fa giochetti si becca tariffe più alte»

I paesi «che vogliono fare giochetti con la ridicola decisione della Corte Suprema, soprattutto quelli che ci hanno derubato per decenni, si troveranno ad affrontare dazi molto più alti e peggiori di quelli concordati di recente. Attenzione». È l’avvertimento lanciato dal presidente Usa Donald Trump sul suo social Truth. Da domani, martedì 24 febbraio, infatti, gli Stati Uniti interromperanno la riscossione dei dazi introdotti in base all’International Emergency Economic Powers Act (Ieepa) e poi dichiarati illegali dalla Corte Suprema. Lo ha comunicato l’agenzia statunitense per la protezione delle dogane e delle frontiere, chiarendo che lo stop riguarderà esclusivamente le misure bocciate dai giudici. La sospensione entrerà in vigore mentre Trump si prepara a varare un nuovo pacchetto di tariffe: un dazio globale del 15%, fondato però su una diversa base giuridica rispetto a quella invalidata dalla Suprema Corte.
L’Eurocamera rinvia il voto: «Cambiate le basi legali»
Una situazione estremamente incerta che pesa anche sull’Eurocamera che decide di fare un passo indietro: «È chiaro che le basi legali sono cambiate: ci sono nuove tariffe totalmente diverse dalle precedenti. Molti prodotti al 15% non sono coperti dagli accordi firmati in Scozia. Ci sono molti elementi incerti e quindi abbiamo deciso di non votare domani, ma di tenere un altro incontro dei relatori la prossima settimana». Lo ha dichiarato il relatore dell’Eurocamera sull’intesa Usa-Ue sui dazi commerciali, il socialista tedesco Bernd Lange, al termine della riunione dei relatori ombra a Bruxelles. «Abbiamo bisogno di certezza, ci sono diversi scenari, un voto l’11 marzo è ancora possibile», ha aggiunto.
La sentenza della Corte Suprema che non piace a Trump
Un cambio di cornice normativa che punta a mantenere in piedi l’impianto protezionistico, aggirando di fatto la sentenza. Sentenza che, inutile dirlo, ha a dir poco indispettito il presidente, che sul suo social Truth ha definito «incompetente» la Corte stessa, sostenendo che «ha fatto un grande lavoro per le persona sbagliate, e per questo dovrebbe vergognarsi (eccetto per i tre grandi – cioè coloro che hanno votato contro l’abolizione delle tariffe, ndr). La prossima volta si esprimerà a favore della Cina e altri, che stanno facendo una fortuna sulla cittadinanza alla nascita sostenendo che il 14mo emendamento non è stato scritto per prendersi cura dei “bambini degli schiavi”». Il presidente guarda avanti e, nel suo messaggio, fa riferimento all’altro importante caso su cui l’Alta Corte dovrà esprimersi, ovvero lo ius soli. Trump vuole abolirlo fin dal suo insediamento alla Casa Bianca e ora sta a giudici decidere se può procedere o meno.
Trump: «Con stop ai dazi ho più potere e più forza»
«Lasciamo che la corte suprema continui a prendere decisioni sbagliate e dannose per il futuro del nostro paese, io ho un lavoro da fare», ha aggiunto Trump dicendosi convinto che con lo stop ai dazi i saggi gli hanno dato «più potere e più forza. Posso fare cose terribili ai paesi stranieri, soprattutto a quelli che ci derubano da decenni, ma non posso” farli pagare i dazi. L’agenzia delle dogane non ha fornito indicazioni su eventuali rimborsi agli importatori che hanno già versato le somme previste dai dazi ora sospesi. Ha inoltre precisato che la decisione non incide sulle altre misure tariffarie introdotte dall’amministrazione Trump e tuttora in vigore.
Tajani: «Serve chiarezza dagli Usa, no a guerre commerciali»
Da Bruxelles, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha commentato la situazione. «Alla riunione del G7 sul commercio internazionale ascolteremo quello che diranno gli americani. Abbiamo bisogno di chiarezza, di sapere esattamente qual è la proposta, cosa intendono fare anche con l’accordo raggiunto. Anche la sentenza della Corte Suprema non è chiara per esempio per quanto riguarda la questione eventuale dei risarcimenti». Tajani ha ribadito che «le guerre commerciali non servono a nessuno». «Lavoreremo uniti, la linea dell’Italia è quella di lavorare insieme all’Europa e ai nostri partner per far sì che si mantengano gli impegni e soprattutto la nostra preoccupazione è quella di rassicurare tutte le imprese italiane che esportano».
Tajani: «Rassicurazioni da Washington, puntiamo alla stabilità»
In un secondo intervento, il titolare della Farnesina ha riferito di aver preso parte da Bruxelles a un’ulteriore riunione dei ministri del Commercio del G7, incentrata proprio sulla decisione della Corte Suprema americana. «Da parte americana abbiamo ottenuto rassicurazioni sulla volontà di non creare instabilità per le nostre imprese. È importante continuare a lavorare costruttivamente con Washington per una rapida transizione verso il nuovo sistema». E ancora: «Abbiamo un obiettivo comune su entrambe le sponde dell’Atlantico: prevedibilità per le nostre imprese, rafforzamento del partenariato e rinnovato impegno per la crescita».
I minerali critici
Infine, uno sguardo ai minerali critici e alla cooperazione strategica: «Sui minerali critici, l’Italia sostiene l’iniziativa Usa per creare un’alleanza politica e strategica in questo settore cruciale. Insieme alla Germania continueremo a promuovere una collaborazione transatlantica più forte, allargandola all’Africa nell’ambito del Piano Mattei, oltre che agli altri paesi partner dell’Asia e dell’America Latina». Nel pieno di una fase di transizione normativa e politica, l’attenzione ora si concentra sugli effetti concreti delle nuove tariffe e sulle possibili ripercussioni per le imprese europee e italiane. La richiesta di Roma resta quella di regole chiare e di un quadro stabile, in un contesto commerciale già attraversato da forti tensioni.
