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Il giallo sulle 50 pagine su Trump sparite dagli Epstein file. Le accuse di molestie e i sospetti sulla “pulizia” della Casa Bianca

24 Febbraio 2026 - 21:51 Cecilia Dardana
donald trump jeffrey epstein
donald trump jeffrey epstein
Un’inchiesta di Npr svela la rimozione di documenti chiave dal database pubblico. Tra le carte rimosse, le testimonianze di una donna che accusa il tycoon di abusi quando era minorenne e i verbali di un’altra testimone del processo Maxwell

Il fantasma di Jeffrey Epstein torna a scuotere i palazzi del potere di Washington, e questa volta il sospetto è quello di un colpo di spugna istituzionale per proteggere il Presidente. Secondo un’indagine condotta dall’emittente Npr, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti avrebbe rimosso dal proprio archivio pubblico oltre 50 pagine di documenti sensibili legati al finanziere pedofilo. Il contenuto? Accuse dirette di abusi sessuali su una minorenne che vedrebbero come protagonista proprio Donald Trump.

Il mistero delle 50 pagine rimosse

Al centro del caso non ci sono semplici indiscrezioni, ma atti ufficiali: si tratterebbe di verbali di interviste condotte dall’Fbi e appunti dettagliati tratti da conversazioni con una donna che, decenni fa, aveva accusato il tycoon di violenze subite quando non era ancora maggiorenne. Questi documenti, che fino a poco tempo fa erano consultabili nel sito del Dipartimento, sarebbero stati rimossi senza alcuna spiegazione ufficiale, insieme ad altri file in cui viene fatta esplicita menzione del nome del presidente americano.

L’ipotesi del tentativo di “ripulire” ogni collegamento con Trump

L’inchiesta di Npr evidenzia come la rimozione non riguardi solo il nome di Trump, ma colpisca anche la memoria giudiziaria del processo contro Ghislaine Maxwell, l’ex compagna e complice di Epstein attualmente condannata a 20 anni per traffico sessuale di minorenni. Tra i file spariti, infatti, figurano documenti relativi a un’altra donna, considerata una testimone chiave dell’accusa nel processo penale contro la Maxwell. L’ipotesi sollevata dai media americani è che sia in atto una manovra per “ripulire” la cronologia giudiziaria del caso Epstein da ogni riferimento che possa collegare l’attuale amministrazione — o la figura del Presidente — agli scandali sessuali che hanno travolto personalità di spicco a livello internazionale negli ultimi vent’anni.

Un precedente pericoloso

Questa è la prima volta che si denuncia una sparizione “selettiva” di documenti già precedentemente archiviati. Dal Dipartimento di Giustizia, al momento, vige il massimo riserbo. Tuttavia, la pressione dei democratici e delle associazioni per la trasparenza sta montando: la richiesta è che venga chiarito chi ha ordinato la rimozione di quelle «oltre 50 pagine di interviste dell’Fbi e appunti tratti da conversazioni con una donna che ha accusato Trump». Se confermata, la rimozione forzata di atti processuali riguardanti accuse di abusi su minori aprirebbe un fronte istituzionale senza precedenti, trasformando un vecchio scandalo giudiziario in una crisi politica sulla gestione della giustizia federale.

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