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Alfonso Signorini molla la direzione di Chi. Ma Corona non c’entra: «Scelta maturata da anni»

02 Marzo 2026 - 17:46 Alba Romano
signorini chi
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Il ringraziamento a Marina Berlusconi «simile a suo padre. Un uomo unico, Silvio Berlusconi». E poi non cita l'ex re dei paparazzi, ma parla di «squallido sottoscala»

«Care lettrici, cari lettori, vi saluto. Lo scorso ottobre ho concordato con l’Azienda che a breve avrei lasciato anche la direzione editoriale di Chi. Questo è il momento di farlo». Alfonso Signorini, 61 anni, saluta i lettori del settimanale, che ha diretto per anni, in un editoriale che sarà pubblicato sul prossimo numero di Chi. Signorini, direttore responsabile dal 2006 al 2023, poi direttore editoriale, ha parlato di scelta condivisa col Gruppo Mondadori e maturata sin dal 2023, quando «ho cominciato a sentire che il lavoro, tutto quello per cui fino ad allora avevo vissuto, non era più prioritario».

«Decisione maturata da tempo»

«La pandemia aveva modificato le mie abitudini, la mia quotidianità – spiega Signorini – era un pensiero sottile, che si era impadronito della mia anima, che rendeva i miei sorrisi, i miei entusiasmi sempre più faticosi e le mie giornate sempre meno colorate». Parla di una «decisione maturata da anni». Una mossa che però arriva dopo l’autosospensione da Mediaset, arrivata per il presunto caso sollevato da “Falsissimo”, il podcast di Fabrizio Corona, di pressioni e ricatti a sfondo sessuale per ottenere l’ingresso reality “Grande Fratello”. Sulla vicenda Signorini risulta denunciato per violenza sessuale e estorsione da Antonio Medugno, concorrente del format, che ha raccontato la sua storia a Corona.

«Volevo lasciare Chi»

«Circa tre anni fa, ho trovato il coraggio di condividere questo mio stato d’animo in azienda. Non potevo più tacerlo. Volevo lasciare Chi. Sentivo di avere la forza per cominciare una nuova vita – aggiunge Signorini – il confronto con Marina Berlusconi, che prima di essere il mio editore è un’amica fraterna, ha portato a trovare una soluzione meno ‘traumatica’: avrei lasciato la direzione di Chi nelle mani del mio storico braccio destro, Massimo Borgnis, per assumere la direzione editoriale, che mi avrebbe consentito di continuare a mantenere uno stretto rapporto con il giornale e con voi affezionatissimi lettori. Ma nel corso di questi ultimi tre anni che sono stati comunque per me costruttivi ed entusiasmanti, quella voce che sentivo dentro di me non aveva mai smesso di parlarmi», spiega Signorini nell’editoriale anticipato da Ansa.

Il ringraziamento a Marina Berlusconi: «Simile a suo padre. Un uomo unico, Silvio Berlusconi»

Signorini poi ringrazia Marina Berlusconi, «so che non mi mancheranno le nostre telefonate o i nostri weekend, perché continueremo a farli, ma mi mancheranno la sua lungimiranza, il suo profondo buon senso, anche il suo pragmatismo nel lavoro, che la rendono tanto simile a suo padre. Un uomo unico, Silvio Berlusconi». E ringrazia i lettori di Chi: «Mi avete seguito con amore, vicinanza, premura. In un cassetto del mio studio conserverò sempre tutte le vostre mail, le vostre lettere, i vostri telegrammi che mi sono arrivati per i giorni più tristi della mia vita, come la morte dei miei genitori, ma anche per quelli più lieti, più semplicemente, per l’apprezzamento dei miei editoriali».

Su Corona: «Squallore che si commenta da solo»

Su Corona bolla tutto con lo «squallore si commenta da solo». «Esiste e continuerà a esistere un mondo meraviglioso da raccontare – continua Signorini – ma c’è anche uno squallido sottoscala, per fortuna assai più ristretto, fatto da chi vive ai margini, che si nutre di menzogne e di cattiverie, un sottoscala fatto anche da chi assiste a crimini e calunnie mostruose con un ghigno, una ironia, o peggio ancora con un silenzio che delinque quanto il crimine stesso. Avrò modo di spiegarvi meglio tutto quello a cui sto alludendo. Non vedo l’ora di farlo, anche perché il mio rapporto con voi, care lettrici e cari lettori, si è sempre basato sulla chiarezza e l’onestà e difendere la mia professionalità e la mia persona è importante. Ma non è questo il momento giusto».

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