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Perché il dipinto più amato dai TikToker può essere ammirato solo due ore a settimana

03 Marzo 2026 - 18:16 Olga Colombano
ireland national gallery
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L’opera di Frederic William Burton, diventata virale sui social, è custodita come un segreto di Stato

L’acquerello si chiama The Meeting on the Turret Stairs (l’incontro sulle scale della torretta) e risale al 1864. L’opera ritrae due amanti nel loro ultimo incontro, e anche se lo spettatore magari non lo sa, il bacio di lui sulla spalla di lei lascia intuire un possibile destino crudele e porta a chiedersi cosa succederà. Come riportato recentemente da un articolo della BBC, l’opera è diventata oggi un fenomeno virale su TikTok, dove migliaia di fan lo descrivono come un «dipinto che cambia la vita». Ma nonostante questa popolarità digitale, chi vuole vederlo dal vivo deve trovare il momento giusto: la National Gallery of Ireland, infatti, lo espone per sole due ore a settimana. Un limite temporale che ha aiutato a trasformare la visione del dipinto in un vero e proprio evento.

@luzpelotilla

“Hellelil and Hildebrand, the Meeting on the Turret Stairs” de Frederic William Burton, 1864, es un cuadro inspirado en una leyenda Danesa. Cuenta la historia que Hellelil se enamoró de su guarda y príncipe de Engelland, Hildebrand. Su padre nunca aprobó esta relación y mandó asesinar al príncipe. En el cuadro se muestra el último instante que los amantes compartieron antes de su muerte. La obra está hecha con acuarelas, por lo que únicamente la descubren 2 horas a la semana para preservarla. 📍La puedes encontrar en la sala 20 de la primera planta de la National Gallery of Ireland. 🕒 Los horarios de apertura son Jueves de 11.30am–12.30pm y Domingos de 2pm–3pm.

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La leggenda, tra amore e impossibilità

La storia che ha ispirato l’autore, Frederic William Burton, è tratta da un antica ballata medievale danese, tradotta all’epoca dall’amico del pittore Whitley Stokes. La ballata racconta l’amore tra la principessa Hellelil e la sua guardia del corpo, Hildebrand. I due cominciano un amore segreto che dura fino a quando il padre di lei scopre la loro relazione e ordina ai suoi sette figli di uccidere Hildebrand. Lui però, come si vede raffigurato nel dipinto, è un guerriero e si difende uccidendo il re e sei dei sette fratelli. Prima che possa affrontare l’ultimo fratello, Hellelil lo supplica di risparmiare il fratello minore. Hildebrand per non creare ancora più dolore alla donna che ama, che ricordiamo aveva perso padre e sei fratelli, decide di abbassare le armi e accetta il suo fato, sacrificando la sua vita per lei. Hellelil, distrutta dal rimorso e dal dolore, morirà poco dopo di tristezza.

L’artista e l’opera

Frederic William Burton nasce in Irlanda nel 1816 e inizia la sua carriera come pittore di ritratti. Si trasferisce poi a Londra dove prima si mantiene vendendo acquarelli, ma poi diventa direttore della National Gallery. La popolarità dell’opera The Meeting on the Turret Stairs si può attribuire alla scelta dell’artista di non immortalare lo spargimento di sangue, ma la tenerezza di quell’ultimo incontro. Una scelta che enfatizza la tensione romantica rispetto alla violenza della ballata che ha reso il dipinto un simbolo universale. Lo stesso George Eliot, famoso romanziere e amico di Burton, ha commentato il dipinto, dicendo: «Potrebbe essere stato fatto la cosa più volgare del mondo, ma l’artista l’ha portato al più alto tocco di emozione raffinata». Non a caso nel 2012 l’opera ha vinto il premio di dipinto preferito degli irlandesi e ancora oggi migliaia di persone che si mettono in fila ogni settimana per osservarla.

L’opera effimera

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Ma perché è così difficile vedere l’opera? Il motivo sta nella sua enorme fragilità dovuta alla scelta dell’artista di usare un tipo di tempera particolare. Burton ha infatti utilizzato la gouache, una tempera idrosolubile che grazie alla presenza di un pigmento bianco, riesce a regalare colori vibranti. Questa vernice però patisce la luce, sia quella naturale del sole sia quella artificiale, che a lungo rischia di far sbiadire i colori. Proprio per questo il quadro si può vedere solo due ore a settimana, alimentando l’aura di mistero attorno al quadro. Il pubblico può ammirarlo solo il giovedì e la domenica in orari prestabiliti in una sala con pochissima luce per evitare ogni forma di sovraesposizione. Al termine dei centoventi minuti concessi ai visitatori, un membro dello staff ripone il dipinto in un armadio progettato su misura, lasciando i due amanti di nuovo al buio, ma protetti dal logorio del tempo.

FOTO: Sito web di National Gallery of Ireland

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