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Borse sotto gli occhi e crema per le emorroidi: i rischi della cura virale rilanciata da Michele Bravi

06 Marzo 2026 - 16:03 Gemma Argento
michele_bravi_crema_emorroidi
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Il consiglio arrivato dal cantante in gara a Sanremo ha riacceso un dibattito sull'utilizzo frequente di veri e propri farmaci per combattere il gonfiore perioculare

Un piccolo trucco di bellezza raccontato dal backstage del Festival di Sanremo è bastato per riportare l’attenzione su un rimedio che nelle ultime ore continua a rimbalzare sui social, tra consigli a favore e appelli alla prudenza. In un video condiviso su TikTok durante la settimana del Festival, il cantante Michele Bravi ha suggerito un espediente rapido contro le borse sotto gli occhi usare la crema per le emorroidi. In uno dei momenti dell’evento dedicati alla cura della pelle e al trucco, l’artista ha indicato il rimedio come soluzione per attenuare uno dei segni di stanchezza più comuni e spesso difficili da eliminare in tempi brevi. «Si mette sotto gli occhi per alleviare le borse, pubblica il video, vedrai che tutti confermeranno», spiega. Centinaia di commenti e interazioni hanno fatto emergere l’interesse per un metodo per molti già noto, per altri una scoperta su cui hanno iniziato a chiedere di più, nella dichiarata intenzione di inserire il trucco nella propria routine quotidiana. Ma davvero una crema per le emorroidi sotto gli occhi può funzionare? E soprattutto quali rischi si corrono?

@michele_bravi best hack ever #emorroidi ♬ audio originale – michele_bravi

L’efficacia temporanea della crema per le emorroidi

Dal punto di vista teorico, il motivo per cui questo rimedio viene citato non è del tutto privo di logica. Alcune creme utilizzate per trattare le emorroidi contengono infatti sostanze con effetto vasocostrittore o decongestionante, cioè capaci di restringere temporaneamente i vasi sanguigni e ridurre il gonfiore dei tessuti. In una zona come quella perioculare, dove le borse possono essere legate anche a un ristagno di liquidi o a una lieve dilatazione dei capillari, questo meccanismo potrebbe in alcuni casi attenuare momentaneamente il rigonfiamento. Il limite di questo effetto è che si tratta di un’azione del tutto temporanea che non agisce sulle cause profonde: il gonfiore perioculare può dipendere da diversi fattori, dalla predisposizione genetica alla ritenzione di liquidi, fino ai cambiamenti strutturali dei tessuti con l’età, come la perdita di elasticità della pelle o lo spostamento del grasso orbitario. Intervenire con un prodotto vasocostrittore può quindi ridurre per qualche ora il gonfiore visibile ma di certo non modifica il problema alla radice.

Il problema dell’uso prolungato

Il beneficio momentaneo spinge a riutilizzare il prodotto con una certa regolarità, trasformando quello che nasce come rimedio occasionale in un gesto potenzialmente abituale della routine quotidiana. Ed è proprio questa prospettiva di uso frequente e prolungato che, secondo dermatologi e oculisti, solleva le principali preoccupazioni sul piano clinico. Dal punto di vista farmacologico molte creme utilizzate per trattare le emorroidi contengono principi attivi specifici: in alcune formulazioni possono essere presenti anestetici locali come lidocaina o benzocaina,e sostanze con azione decongestionante o protettiva dei tessuti. Tra gli ingredienti presenti quelli che sollevano più dubbi quando si parla di utilizzo sotto gli occhi sono  i corticosteroidi, cioè i farmaci della famiglia del cortisone. Molecole come l’idrocortisone sono molto efficaci perché agiscono bloccando la produzione di alcune molecole che attivano l’infiammazione e riducono la permeabilità dei vasi sanguigni, limitando così la quantità di liquidi che possono uscire dal sangue e accumularsi nei tessuti circostanti.

I rischi per l’occhio

Il problema è che il contorno occhi è una zona estremamente delicata. La pelle perioculare è tra le più sottili dell’organismo e risponde in modo particolarmente sensibile ai corticosteroidi. Se utilizzati con una certa frequenza, questi farmaci possono assottigliare progressivamente la pelle del contorno occhi, rendendola più fragile e trasparente. Il risultato è che i capillari diventano più visibili e l’area può apparire ancora più segnata ed esposta a peggioramento. Non solo. L’uso prolungato di corticosteroidi vicino agli occhi è associato anche a possibili rischi per gli occhi. In letteratura medica è noto che l’esposizione cronica a questi farmaci può favorire l’aumento della pressione intraoculare, un fattore di rischio per il glaucoma, malattia che danneggia progressivamente il nervo ottico,  Un altro rischio segnalato riguarda la cataratta, cioè l’opacizzazione del cristallino, la lente naturale dell’occhio che permette di mettere a fuoco le immagini. Per questo gli specialisti invitano alla prudenza quando si parla di applicare farmaci pensati per altri distretti del corpo in una zona sensibile come quella perioculare.

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