Trump blinda l’asse con Meloni: «È un’ottima leader, l’Italia cerca sempre di aiutare». Ma è gelo con Londra: «Starmer? Non è Churchill»

Mentre il Medio Oriente brucia e l’Iran annuncia di poter resistere al conflitto per altri sei mesi, Donald Trump ridisegna la mappa delle alleanze globali. In un momento di massima tensione, con il rientro negli Stati Uniti delle salme dei sei soldati uccisi in Kuwait, il Presidente Usa ha scelto di promuovere a pieni voti l’operato di Palazzo Chigi. In una conversazione telefonica con Viviana Mazza del Corriere della Sera, Trump ha usato parole di forte stima per la presidente del Consiglio italiana. «Amo l’Italia, penso che sia una grande leader», ha dichiarato il tycoon, definendo Giorgia Meloni un’amica che «cerca sempre di aiutare, è un’ottima leader ed è una mia amica».
L’elogio a Giorgia Meloni
Il riferimento è alla strategia diplomatica e militare italiana: l’invio della fregata Martinengo a Cipro, la batteria antimissile Samp/T negli Emirati e i sistemi anti-drone in Kuwait e Qatar. Un contributo che, agli occhi della Casa Bianca, inserisce l’Italia nel gruppo degli alleati, coordinati nel formato E4 con Germania, Francia e Regno Unito.
Le critiche a Londra e Madrid
Se con Roma il clima è disteso, con gli altri partner europei Trump non lesina critiche. Il bersaglio principale è il premier britannico Keir Starmer. Dopo le esitazioni iniziali sull’uso delle basi aeree, Londra ha ipotizzato l’invio di due portaerei, scatenando l’ira del Presidente: «Il Regno Unito, una volta un nostro Grande Alleato, forse il più Grande di tutti, finalmente sta prendendo in seria considerazione di mandare due portaerei in Medio Oriente. Va bene, primo ministro Starmer, non ci servono più», ha scritto Trump sui social. La stoccata finale è pesantissima: «Ce ne ricorderemo, non abbiamo bisogno di gente che si unisce alle Guerre dopo che abbiamo già vinto!». Toni simili sono stati riservati alla Spagna di Pedro Sánchez, definita «terribile» per aver inizialmente negato l’uso delle basi congiunte. Trump è arrivato a minacciare ritorsioni commerciali («Taglieremo tutto il commercio»), costringendo Madrid a un rapido dietrofront con l’invio di una fregata a Cipro.
Leavitt: «Trump si aspetta collaborazione da Paesi europei»
Quella con il quotidiano di via Solferino è la prima apertura di Trump a un media italiano dall’inizio dell’offensiva del 27 febbraio. Il Presidente sta ignorando i canali istituzionali, preferendo rispondere direttamente al suo cellulare a una lista selezionata di testate internazionali. Il messaggio della Casa Bianca, ribadito dalla portavoce Karoline Leavitt, resta univoco: «Il presidente si aspetta che tutti i nostri alleati europei, ovviamente, cooperino in questa missione attesa da tanto tempo non solo dagli Stati Uniti ma anche dall’Europa, per schiacciare il regime canaglia iraniano che non solo minaccia l’America ma minaccia anche i nostri alleati europei».
