«Perché l’Iran sta perdendo», il capo del Pentagono e i tre obiettivi della guerra: il messaggio a Khameini jr scomparso dopo l’attacco

Il capo del Pentagono Pete Hegseth ha rivendicato i risultati dell’offensiva americana in Iran, annunciando che quella di oggi sarà la giornata con la maggiore intensità di attacchi dall’inizio delle operazioni. Hegseth ha ribadito che Washington non intende fermarsi, anche se Donald Trump ha più volte assicurato che la guerra è praticamente finita: «Non molleremo fino a quando il nemico non sarà completamente sconfitto. Questo non è il 2003». Secondo il segretario alla Difesa, gli Stati Uniti stanno «schiacciando il nemico», riprendendo le parole usate dal presidente il giorno prima.
Teheran lancia meno missili, Hegseth: «Sono soli e stanno perdendo»
A sostegno della sua lettura del conflitto, Hegseth ha fatto notare che nelle ultime 24 ore l’Iran ha lanciato il numero più basso di missili dall’inizio dello scontro. Un dato che il capo del Pentagono interpreta come segnale di isolamento e difficoltà crescente del regime. Ha inoltre accusato Teheran di colpire deliberatamente obiettivi civili, sparando missili da scuole e ospedali, e ha definito un «grande errore» e una «dimostrazione di disperazione» la scelta iraniana di attaccare i Paesi vicini. Gli obiettivi dichiarati della campagna americana, ha precisato, sono tre: distruggere il programma missilistico iraniano, eliminare la flotta navale e impedire definitivamente a Teheran di dotarsi dell’arma nucleare.
Mojtaba Khamenei ferito? Hegseth: «Ascolti il nostro presidente»
Interrogato sulle condizioni della nuova guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei, Hegseth ha evitato conferme o smentite: «È qualcosa che non posso commentare al momento». Ha però aggiunto un messaggio diretto al leader iraniano, invitandolo a «prestare ascolto alle parole del nostro presidente» e a dichiarare pubblicamente la rinuncia alle armi nucleari. Sul fronte delle vittime civili negli attacchi israelo-americani, a cominciare da quelle della scuola di Minab, il segretario alla Difesa ha respinto ogni accusa, sostenendo che «nessun Paese prende più precauzioni degli Stati Uniti» per evitare di colpire i civili.
